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POLLICE VERDE

Le piante simbolo del Natale

LEGGI IN 3'

Simboli della natura e del Natale

La tradizione natalizia è sicuramente una festa ricca di immagini che evocano le atmosfere magiche dei giorni passati con la famiglia. Tra i simboli più ricorrenti un posto di primo piano va riservato alle piante, che si trasformano in addobbi casalinghi, omaggi e regali per le feste.

In ogni casa, molto prima del giorno di Natale, si accendono le luci dell’albero a cui poi si aggiungono anche agrifogli, ginepri, stelle di Natale e il classico vischio, al cui richiamo sembra impossibile resistere. Scopriamo insieme tutte queste piante e la loro magica storia.

L'albero di Natale

Uno dei simboli conosciuti in tutto il mondo è sicuramente l’albero di Natale. Le sue origini vanno collocate nei paesi nordici, in particolare nelle regioni a nord del Reno. È qui, sembra, che nacque l’usanza di scegliere il ceppo migliore, solitamente di una quercia o di un abete perché sempreverdi, e bruciarlo nella propria casa insieme alla propria famiglia per dodici giorni.

Con questa usanza si desiderava bruciare il passato e cercare i segni di presagio su come sarebbe stato l’anno successivo. La tradizione cristiana, poi, riprese il simbolo dell’albero perché precedentemente testimoniava la manifestazione divina del cosmo che illuminava tutta l’umanità.

L'agrifoglio: pianta natalizia per eccellenza

Piccola pianticella nostrana, l’agrifoglio è facilmente riconoscibile grazie alle foglie pungenti e alle inconfondibili bacche rosse. Durante le feste natalizie viene utilizzato come fiore reciso per addobbare la casa proprio perché la tradizione la individua come pianta di buon auspicio.

Nel passato, infatti, si credeva che l’agrifoglio avesse il potere di scacciare gli spiriti maligni anche per la sua caratteristica di sempreverde e quindi di vita perenne. A questo proposito sono molte le leggende che circondano questa pianta. Con il passare del tempo, la cultura cristiana lo trasformò in un addobbo natalizio perché le foglie assomigliavano alla corona di spine di Gesù e le bacche rosse ricordavano il colore del sacrificio.

La rosa di Natale

Questa pianta è anche conosciuta con il nome botanico di Elleboro, riconoscibile grazie ai suoi bellissimi fiori bianchi che sbocciano in pieno inverno. Una delle sue varietà, l’Helleborus niger, è appunto la famosa di Rosa di Natale. Proprio grazie alla sua fioritura che coincide con i giorni delle feste natalizie sono nate numerose leggende.

Una di queste narra che mentre i Re Magi offrivano i doni per la nascita di Gesù, una piccola pastorella che non aveva doni da offrire si mise a piangere addolorata. Un angelo si accorse della bambina e le mostrò dei piccoli fiori bianchi appena sbocciati sotto la neve che la piccola poteva offrire come omaggio. Da quel momento il fiore venne ribattezzato Rosa di Natale.

La stella di Natale

Il giorno di Natale è grande usanza omaggiare amici e parenti con la stella di Natale, considerato uno dei maggiori segni di buon auspicio delle feste. Le sue origini sembrano risalire all’America Centrale dove viene chiamata ‘Fiore della Notte Santa’.

Le leggende che girano intorno a questa pianta dai fiori rossi sono molto simili a quelle della rosa di Natale. Anche questa volta si tratta di una bambina povera e molto triste perché non aveva nessun regalo da offrire per la Vigilia. Per questo motivo decise di donare dell’erba raccolta per strada che magicamente si trasformò nei bellissimi fiori a forma di stella.

Il bacio sotto il vischio

Altra tradizione natalizia è quella di appendere il vischio sulla porta e di scambiarsi un bacio con chi si trova nello stesso momento sotto la pianta. Questo gesto indicherebbe un buon auspicio di fortuna per l’anno nuovo. L’usanza del bacio farebbe risalire le sue origini alla mitologia scandinava.

Il vischio è la pianta sacra di Frigg, dea dell’amore: dopo che il figlio Balder venne ucciso da una freccia di vischio, Frigg cominciò a piangere sul suo corpo e mentre le sue lacrime si trasformavano nelle perle bianche del vischio, Balder tornò in vita. La felicità fu tale che Frigg baciò chiunque passasse sotto l’albero sul quale cresce il vischio per fare in modo che non capitasse mai nulla di male a tutti coloro che si fossero dati un bacio sotto un ramoscello di vischio.

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