POLLICE VERDE

Ibisco, i consigli per coltivare la pianta in casa

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L’ibisco ovunque appaia, tra terrazze, giardini e siepi, regala un tocco di esotismo e una sferzata di colore. Questa pianta è da sempre legata alle zone dell’Asia, dell’Australia e della Nuova Zelanda e a climi temperati in cui cresce rigogliosa. Paul Gauguin nei suoi viaggi in Polinesia rimase stregato dall’ibisco e dall’aspetto delicato di questo fiore che le donne portavano tra i capelli. Alle Hawaii la tradizione ancora oggi vuole che, intrecciato in ghirlande, sia consegnato agli ospiti in segno di benvenuto e portato sull’orecchio destro dalle fanciulle che sono impegnate in amore e sull’orecchio sinistro da chi ha il cuore libero. 

Da tempo ormai la sua coltivazione si è spostata anche in Europa e tra le varie specie — l’ibisco ne conta quasi 300 — quello che si è adattato meglio al nostro clima è l’hibiscus syriacus, caratterizzato da una doppia corolla bianca o lilla e da un arbusto che se ben ambientato è in grado di crescere fino a 3,5-4 metri. In Italia c’è anche l’hibiscus rosa-sinensis famoso per il suo colore rosso.

Sta bene sia nel suo formato di alberello fiorito o anche in mezzo a siepi con piante miste. Si adatta all’esterno come all’interno. Che sia questa la ragione del suo successo? Per coltivare questo fiore ornamentale che ravviva la tua casa, c’è bisogno, però, di qualche precauzione. Ecco la nostra guida che va dall’invaso fino alla moltiplicazione attraverso la talea. Seguila per vedere sbocciare la tua pianta tutta l’estate:

1. La coltivazione dell’ibisco

L’ibisco appartiene alla famiglia delle malvaceae e questa specie di piante ama i luoghi molto soleggiati e mediamente ventilati. Ricorda sempre che in origine era conosciuto soprattutto nelle zone asiatiche dal clima sub-tropicale. Per questa ragione si adatta bene all’esterno, in una terrazza o sul giardino, ma se ben curato può essere anche piantato in un vaso e messo all’interno della casa. La sua fioritura va da luglio a settembre, ma i suoi fiori sono delicatissimi e durano il tempo di un giorno. Poco importa! La pianta cresce velocemente e ci sarà a brevissimo qualche colorato sostituto. Se lo lasci all’esterno ricordati di posizionarlo in un luogo in cui ci sia spazio: questo gli permetterà di svilupparsi libero senza ostacoli e senza soffocare altre piante. Se invece vuoi metterlo all’interno recupera un vaso che permetta un buon drenaggio e sia grande almeno il doppio rispetto al diametro delle sue radici. Ha bisogno inoltre di essere annaffiato in abbondanza ogni giorno e con costanza. Evita con cura, però, che l’acqua ristagni creando eccessiva umidità.

2. La concimazione dell’ibisco

L’ibisco è una pianta molto sensibile alla concimazione. Per questo è meglio procedere per arricchire il terreno con sostanze nutritive che agevolino la crescita rigogliosa e sana. È consigliabile utilizzare il cuoio torrefatto, un prodotto derivato dalla lavorazione delle pelli che contiene i microelementi necessari e una carica batterica che ha anche il vantaggio di ravvivare i colori della pianta. Procedi con la concimazione in inverno, quando la pianta è a riposo dalla fioritura, e prima di questa, ovvero in tarda primavera verso la fine di giugno. Un piccolo trucchetto: se le foglie dovessero avere un colore sbiadito, come anche i fiori, arricchisci il terreno con una piccola manciata di questo concime per dare un nuovo impulso cromatico alla pianta.

3. La potatura dell’ibisco

L’ibisco è una pianta che cresce molto in fretta e raggiunge grandi dimensioni: 3,5-4 metri in altezza e 2,5-3 metri di diametro. Questo significa che regge bene a una potatura sostanziosa e a un taglio corto. Anzi, sarebbe preferibile se vuoi rafforzarlo, rinvigorirlo e modellarlo. La potatura va effettuata all’inizio della primavera e bisogna agire sui rami senza lasciare sfilettature e tagliando con le cesoie in modo trasversale. Per mantenere la forma è meglio cominciare dall’alto e dal centro della pianta per poi procedere verso i bordi. Inoltre è buona abitudine effettuare anche la cimatura, ovvero un piccolo taglio alle estremità superiori che permette la formazione di ramificazioni laterali.

4. Le malattie dell’ibisco

Sono due gli spauracchi che devi temere per l’ibisco. L’afide nero e la famigerata cocciniglia. Solitamente questi due parassiti compaiono perché la pianta non si trova nel posto più indicato. Sono sempre tre le caratteristiche che devi rispettare perché stia bene: l’esposizione solare, l’umidità e il terreno, che deve essere ben drenato e concimato. Se la pianta non si ambienta alla perfezione, allora è soggetta alla malattia e all’afide neroPer eliminarlo basta un getto di acqua a spruzzo sopra i rami e le foglie. Prima di farlo, però, copri bene il terreno per evitare che si bagni. Il tuo obiettivo è fare in modo che gli afidi si distacchino con la forza del getto. Se l’attacco è in una zona circoscritta allora puoi provare a tagliare quella parte. Se l’operazione non va a buon fine, tenta con uno spicchio d’aglio: tritalo (100 grammi per 10 litri d’acqua), fallo macerare per 3 giorni e travasalo in uno spruzzino per irrorare l’ibisco. La cocciniglia compare, invece, quando il terreno è eccessivamente umido. In questo caso è meglio intervenire subito con un olio minerale e un principio attivo che contrasti questo parassita filamentoso. È facile risolvere il problema soprattutto se si prende in tempo. Attenzione perché la cocciniglia è infestante, si diffonde su tutta la pianta e rischia di attaccare quelle vicine.

5. La moltiplicazione dell’ibisco attraverso talea

L’ibisco si moltiplica per talea legnosa. Taglia un ramoscello della pianta, elimina le foglioline ed eventuali fiori sfioriti (i residui dei semi) e immergi la base in una polvere rizogena che stimola la formazione delle radici. A questo punto metti la talea in un vaso con terriccio misto e perlite, una particolare sabbia di fiume, e immergilo per 2/3 della lunghezza. Procedi con l’operazione tra aprile e agosto e assicurati che la piantagione abbia sempre una temperatura superiore ai 20 gradi e un buon grado di umidità. Per farlo puoi coprirla con un foglio di plastica.

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