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NASCITA

Allattare senza preoccupazioni

LEGGI IN 3'

Il latte materno

Allattare è il gesto più naturale del mondo che presenta, però, diversi ostacoli e difficoltà di ogni sorta perché si è persa totalmente la confidenza con la sua gestualità, nei modi e nei tempi, cosa che costringe le donne a reimparare ad allattare senza l’aiuto esterno delle balie, che rappresentavano un valido aiuto alla neomamma.

Il segreto dell’allattamento perfetto inizia in modo naturale una volta nato il piccolo. Questo gesto ricco di significato è il punto di partenza dell’instaurarsi del rapporto tra madre e figlio. Ecco le regole per superare gli eventuali ostacoli e prevenire i dubbi e le preoccupazioni circa questo argomento.

Subito dopo il parto

Il buon allattamento inizia subito, successivamente al parto, quando il piccolo, posato per la prima volta sul petto della madre, è già in grado di trovare il seno e di succhiare il latte autonomamente. La situazione ormonale della neomamma, infatti, è particolarmente favorevole a  prendersi cura, fin dall’inizio, del benessere del suo bambino.

In caso di parto cesareo, il principio non cambia: è importante attaccare al seno il bambino il prima possibile, anche direttamente in sala operatoria o, se l’intervento viene effettuato in anestesia totale, la mamma potrà allattare subito dopo il suo risveglio.

Il rooming-in

La soluzione più ottimale per assecondare la repentina maturazione della relazione tra mamma e piccolo è il rooming-in, che permette al piccolo di dormire nella stessa stanza della mamma, proprio accanto al suo letto.

Questa pratica aiuta la mamma a capire e ad assecondare i segnali lanciati dal piccolo che ha fame e ad intervenire prontamente senza aspettare il segnale emesso con il pianto. Con la culla vicina al letto, inoltre, la mamma regolerà automaticamente i suoi tempi a quelli del piccolo, sincronizzando i ritmi di entrambi.

La posizione corretta

Le lesioni e le screpolature del seno sono le conseguenze più temute dalle neomamme quando iniziano ad allattare.
La loro formazione, soprattutto sui capezzoli, dipende dalla scorretta posizione assunta dal piccolo, che deve essere controllata e corretta.

Se il fastidio è una sensazione normalissima, il dolore vero e proprio è un campanello d’allarme da non ignorare. La bocca del bambino, infatti, dovrebbe essere sempre ben aperta, mentre il suo corpo deve essere rivolto verso quello della madre e il nasino deve trovarsi esattamente davanti al capezzolo.

La produzione del latte

La produzione del latte materno è tanto più abbondante quanto lo è la richiesta da parte del piccolo e quante sono, di conseguenza, le poppate.
Le frequenti richieste di latte, dunque, non sono indice di una scarsa alimentazione, ma di perfetta regolarità di nutrimento.

Gli schemi e gli orari tradizionali sono totalmente ribaltati, mentre i ritmi del bebè, spesso bizzarri, sono sempre da assecondare.
Il motivo per cui le poppate sono molto frequenti, soprattutto all’inizio, ha a che vedere con l’alta digeribilità e leggerezza del latte materno, che viene facilmente assimilato dal piccolino.

Il relax della mamma

È importante che, subito dopo la gravidanza, la mamma riposi e recuperi le energie perdute durante il parto, imparando a delegare le faccende domestiche e le incombenze quotidiane e concentrandosi soltanto sul piccolino.

Il processo di allattamento inizia, inoltre, con il rilassamento mentale della neomamma, che non deve porsi il problema dell’adeguatezza, o meno, della qualità e della quantità del suo latte. Ogni donna ha le possibilità di nutrire al meglio il piccolo che ha messo al mondo. L’importante è affrontare il gesto con serenità e senza preoccupazioni infondate.

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