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MAMMA E BAMBINO

Scoprire le due ruote!

LEGGI IN 3'

L'importanza delle tre ruote

Il sole, il caldo e la bella stagione suggeriscono ai genitori che è giunta l’ora di insegnare ai propri figli ad andare in bicicletta. L’equilibrio sulla bici, un fattore totalmente naturale per un adulto, non è poi così scontato per un bambino che, aiutato a sostenersi dalle rotelle, impiegherà del tempo ad abituarsi alle due ruote.
Nella primissima infanzia il bambino si muove sul triciclo, un mezzo sicuro e stabile che abituerà il bambino, fin da subito, ad acquisire confidenza con il primissimo mezzo di trasporto da lui utilizzato: la bici.

Il triciclo
Il triciclo, in realtà, non ha molto a che vedere con la bicicletta, ma è un supporto fondamentale per permettere al piccolo l’esplorazione di spazi altrimenti inesplorati e rappresenta una sorta di ‘conquista di libertà’ e indipendenza. Pur essendo differente, il triciclo è importante perché offre al piccolo tutti i principi utili a manovrare correttamente, poi, la bicicletta. A bordo del triciclo, infatti, il piccolo imparerà a girare il manubrio per cambiare direzione, pedalare con più o meno forza e misurare correttamente le distanze e gli spazi.

Le rotelle
I 4 anni sono l’età perfetta per abbandonare il triciclo e lanciarsi nella nuova avventura della bicicletta, munita però di rotelle. Anche in questo caso il bambino è esente dall’equilibrio in sella, perché il mezzo è naturalmente sicuro, mentre invece il vero cambiamento avviene nelle differenti condizioni di guida, nonché nell’utilizzo del freno.

La bicicletta nuova

I 5 o 6 anni sono l’età perfetta per abbandonare la stabilità delle tre ruote e lanciarsi in una nuova emozionante sfida con il sostegno di mamma e papà.
Il primo passo è l’acquisto della prima bicicletta che dovrà soddisfare le vigenti norme sulla sicurezza e incontrare il gusto personale del bambino a cui far scegliere, naturalmente, il colore.
La sicurezza sulle due ruote passa, chiaramente, anche dagli accessori corredati alla bicicletta. Fondamentali sono il caschetto, le gomitiere e le ginocchiere utili a proteggere in caso da cadute accidentali.

La prima cosa da fare, una volta portata la bicicletta a casa, è quella di regolare coscientemente il sellino basandosi sull’altezza del bambino che deve poter toccare con i piedi per terra e assumere una corretta postura comoda e stabile.

Addio rotelle!
Ogni piccolo ha i suoi precisi tempi di apprendimento da valutare e rispettare, senza mettergli alcuna pressione. Nella maggior parte dei casi sarà il bambino stesso a chiedere all’adulto di levare le rotelle quando i bambini con cui è solito giocare avranno a  loro volta smesso le tre ruote.
Si consiglia a mamma e papà di iniziare rimuovendo una sola rotella, per ammorbidire lo stacco e non spaventare il bambino con un cambiamento troppo improvviso.

È anche possibile scegliere di rimuoverle entrambe, insieme, ma anche in questo caso il genitore dovrà poi seguire passo passo l’intero procedimento di apprendimento.
Durante le prove la mano di mamma o papà dovrà stare esattamente sotto il sellino e cercare il naturale baricentro grazie al quale il piccolo riuscirà a restare in equilibrio.
È importante che i primi tentativi vengano fatti in un luogo adatto, ricco di tranquillità e sgombro dal traffico e dalle auto.

Il piacere di pedalare

Dopo i primi tentativi e gli insuccessi iniziali, il piccolo acquisirà presto sicurezza e la bicicletta diventerà la sua compagna di giochi numero uno. Sarà compito di mamma e papà quello di abituare il bambino ad indossare fin da subito gli elementi di protezione, a misurarne la velocità e a responsabilizzarlo nel suo comportamento in strada.
Pedalare è un passatempo ideale, specialmente nella prima infanzia, perché la bicicletta, oltre ad infondere un effetto vantaggioso per il sistema cardio-vascolare e respiratorio, è anche un ottimo strumento per infondere grande fiducia e orgoglio per i risultati ottenuti.

Il movimento è fondamentale nelle primissime fasi di crescita perché permette uno sviluppo corretto e sano che tocca sia il fisico stesso che il cervello, passando per la resistenza fisica.
È importante accettare il fatto che le cadute di sella sono spesso inevitabili e che cadere e poi rialzarsi è importante, perché insegna al piccolo a non commettere nuovamente lo stesso errore e a valutare correttamente le distanze e gli spazi.

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