CRESCITA

Le avventure in acqua

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Tutti in acqua!

Quando il sole dell’estate è caldo e intenso non c’è niente di meglio che concedersi del tempo in acqua con il proprio bambino. Proprio l’acqua, infatti, rappresenta un mondo di scoperte tutte nuove per il tuo piccolo che, in questo nuovo ambiente, effettuerà le prime emozionanti scoperte e le esperienze più straordinarie per la sua età.

Naturalmente ogni età e ogni periodo di sviluppo della vita del piccolo esige e richiede esperienze differenziate da fare sempre e comunque in compagnia di mamma e papà, per condividere la gioia della scoperta con la famiglia. Qualche ora in piscina, inoltre, è l’ideale anche per il genitore che, in quest’occasione, potrà divertirsi insieme al bambino dimenticando l’ansia e lo stress della vita quotidiana.
Mamma e papà dovranno essere consci delle attività che proporranno ai piccoli anche in base al grado di esperienze che essi riescono ad affrontare avendo cura di cominciare dopo le prime settimane, quando immergerlo in acqua è sconsigliato per favorire, all’opposto, una corretta cicatrizzazione della zona dell’ombelico.

Le scoperte del primo anno

Quando il bambino è molto piccolo e, dunque, nell’arco temporale del primo anno, il loro incontro con l’acqua è spontaneo e naturale, perché l’esperienza ricorda ancora loro il periodo della gravidanza e il liquido nel quale erano soliti galleggiare nella pancia della mamma. Inoltre i bambini, nei primi mesi di vita possiedono ancora il ricordo del riflesso dell’apnea che li porta a bloccare istintivamente le vie aeree superiori  permettendo loro di non ‘’bere’ sott’acqua. È importante che la mamma o l’istruttore, però, non diano per scontato questo riflesso che va invece richiamato con esercizi appositi che gli permetteranno, una volta in acqua, di trattenere il fiato anche per 30-40 secondi.

Verso 8-10 mesi il bambino può già galleggiare e spostarsi in superficie anche grazie al riflesso natatorio, prima, con la tecnica del cagnolino, poi. L’esperienza in acqua deve trasmettere serenità e divertimento e basterà spruzzare sul viso del bambino qualche goccia d’acqua, per farlo abituare, o semplicemente appoggiando sulla sua testa un oggetto bagnato. L’importante, in questa fase, è che la temperatura dell’acqua non sia inferiore ai 32°, mentre ne bastano 30° quando il piccolo ha già un anno.

I giochi e le avventure

Verso l’anno e mezzo e, ugualmente, oltre i due anni, i giochi possono farsi molto più interattivi e, oltre alla gestualità, la scoperta dell’acqua può essere accompagnata dalle parole e dalle filastrocche. Avvicinare all’ambiente acquatico un bambino sotto i 3 anni di età è molto positivo per la sua crescita psicofisica perché la sua corteccia celebrare è in grado di ricevere tanti più stimoli quanto le nuove esperienze motorie in acqua.
Se la tua più grande preoccupazione, però, è costituita da una possibile infezione di batteri presenti in questi spazi sappi, però, che l’acqua della piscina viene filtrata e disinfettata costantemente e che l’ambiente rappresenta un rischio pari a qualsiasi altro luogo pubblico.

L’attività che accompagna la scoperta, in questa fase, si divide in:
- trascinamenti sulla superficie dell’acqua ad opera del genitore;
- bolle con la bocca sott’acqua;
- filastrocche mimate con l’aiuto dell’acqua e degli spruzzi.

La regola principale, fin da piccolissimi, è l’importanza di far indossare sempre i braccioli al tuo piccolo se ancora non è capace di galleggiare e di preferirli alla ciambella invece poco sicura con cui il bambino potrebbe capovolgersi.

L'acqua amica

Quando il bambino è più grandicello, invece, l’acqua diventa un terreno di gioco come un altro dove inventare nuove storie e vivere le fantasie tipiche della sua età. Oltre all’amatissimo gioco ‘facciamo che io ero’, dove l’acqua diventa una chiave fondamentale per accendere la sua fantasia, è possibile inscenare anche una divertentissima caccia al tesoro. Oltre alla piscinetta, organizza questo gioco anche in riva al mare posizionando dei ‘tesori’ sul fondale (basso) che diventerà un vero e proprio forziere. Prendi qualche formina e qualche conchiglia e  fai in modo che il bambino si ‘tuffi’ a pescare i tesori nascosti, accrescendo la sua curiosità e voglia di scoperte, nonché la propria confidenza con l’acqua.

Una volta divenuto più grandicello, attorno ai 4 anni, sarà la volta di materassini gonfiabili e galleggianti: il modo perfetto per far vivere al piccolo l’esperienza diretta di un ‘mezzo di trasporto’. Il bambino si potrà dunque sdraiare sopra e remare con le braccia mentre mamma o papà lo faranno oscillare  simulando un ondeggiamento delicato e piacevole.

In ogni caso è bene tenere presente che il rapporto del bambino con l’acqua riflette quello dei genitori con la stessa. Fondamentale, per questi ultimi, è non trasferirgli le proprie paure ma abituarlo con naturalezza all’elemento dell’acqua attraverso il gioco e la scoperta continua.

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