VACANZE

In vacanza da solo

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L'estate in autonomia

Non è mai facile per un genitore accettare le prime richieste da parte di un figlio adolescente di trascorrere le vacanze lontano dalla famiglia, insieme agli amici.
Tra i 16 e 18 anni, infatti, sono frequenti le richieste del permesso di trascorrere ‘vacanze separate’ in compagnia dei soli coetanei e per periodi di tempo abbastanza lunghi.
Quando i ragazzi comunicano ai genitori il loro desiderio di indipendenza, stanno in realtà velatamente facendo presente ai genitori che sono pronti ad affrontare le piccole sfide da soli e che si sentono pronti a staccarsi da mamma e papà, naturalmente per un breve periodo di tempo.

Le reazioni dei genitori
Non sempre i genitori reagiscono nel migliore dei modi rispetto a queste richieste, specialmente a fronte dei pericoli a cui i figli possono andare incontro. Non solo, di fronte a queste richieste i genitori sentono enormemente messo in discussione il loro ruolo e percepiscono il nascente distacco tra figli e famiglia. È per questo che all’origine di un rifiuto di mamma e papà c’è spesso la preoccupazione di affrontare una nuova situazione a cui, molto spesso, i ragazzi sono preparati e  che, anzi, riescono a gestire nel migliore dei modi.

In realtà l’organizzazione delle vacanze separate è tutt’altro che complicata perché la prima estate in autonomia sarà in realtà trascorsa in compagnia degli amici di sempre i cui genitori si conoscono spesso tra di loro. In realtà, con una buona base di regole e raccomandazioni, non sarà difficile trovare un accordo e, da una parte, tenere sotto controllo la propria ansia, ma, dall’altra, permettere ai ragazzi di mettersi in gioco.

Il compromesso
Una prima soluzione di compromesso, se fattibile, consiste nell’accordarsi con un gruppetto di famiglie di amici di tuo figlio e, compatibilmente con le esigenze di tutti, scegliere di prenotare le vacanze estive nello stesso posto così da permettere ai propri figli di fare gruppetto e vivere autonomamente le ferie. In alternativa, se l’età ancora lo consente, ci si può sempre proporre di portare il migliore amico del figlio in vacanza con la famiglia per sorvegliare la situazione, ma allo stesso tempo permettere ai ragazzi di non annoiarsi.

Le raccomandazioni
Se proprio non puoi evitare il fatidico momento del distacco, ricorda che le raccomandazioni sono sempre necessarie e mai inevitabili, e che non è concesso smettere di fare i genitori neanche in vacanza, momento in cui è comunque doveroso tenersi aggiornate sullo stato di salute e spostamenti del ragazzo.
Naturalmente le telefonate non devono essere insistenti, ma, possibilmente, fissate in alcuni orari da rispettare rigorosamente.
È sbagliato anche far partire i propri figli con troppi soldi e preferire, invece, prenotare l’alloggio da casa, occupandosi personalmente del pagamento o optare, meglio ancora, per una vacanza a casa di amici o un campeggio in Italia, vicino a casa.


Mamme high tech
Ci sono piccoli escamotage tecnologici che vengono in nostro aiuto quando proprio non riusciamo a placare l’ansia e ci riduciamo a chiederci ogni momento dove e cosa stia facendo nostro figlio.
Un’alternativa utile sono i social network, dove è possibile tenersi costantemente in contatto con i nostri figli, monitorarne gli spostamenti e verificare i luoghi e le persone che frequenta in vacanza!
Se tuo figlio ha a disposizione un telefono di ultima generazione potrai chiedergli di inviarti quotidianamente qualche fotografia dei luoghi che frequenta e potrai tenerti sempre in contatto con lui tramite Skype, il modo migliore per essere sempre reperibile!


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