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Giugno: rendiconto scolastico

Giugno è tempo, per molti studenti, di godere le meritate vacanze e il piacere dell’estate all’aria aperta! Sono molte le famiglie a dover però fare i conti con un esito scolastico negativo: la bocciatura.
Le reazioni dei genitori di fronte a questo “imprevisto” nella carriera scolastica del proprio figlio sono spesso diverse, anche se l’arrabbiatura è il comportamento a cui la maggior parte, infine, cede.

Affrontare la bocciatura
Le arrabbiature sono normali, fino ad un certo punto comprensibili: è impossibile che un evento della portata di una bocciatura venga infatti trattato da mamma e papà con indifferenza. L’importante, ci ricorda lo psicologo, è che la rabbia non degeneri mai in attacchi che squalifichino il ragazzo sul piano personale: le accuse, casomai, vanno dirette ai comportamenti e non alla personalità del ragazzo. Gli insuccessi scolastici, in questo caso, sono una diretta conseguenza dei suoi comportamenti e atteggiamenti, non delle sue capacità o potenzialità.

I castighi sono giusti?
Quando la causa di una bocciatura, che è comunque difficilmente inaspettata, è da ricercare nel comportamento svogliato e noncurante del proprio figlio, ci si domanda se il castigo sia un cattivo o un giusto metodo di educazione. Il meccanismo della punizione è un discorso sempre particolarmente ostico perché spesso, a non mantenerlo, sono gli stessi genitori, colpevoli di infliggere ai propri figli punizioni che non sono in grado di far rispettare. La punizione, in questo caso, perde subito di efficacia e difficilmente si rivela formativa.
Una tecnica sicuramente più vincente, anche se di difficile pratica, specialmente se tuo figlio è già adolescente, è quella basata su un sistema di “premi” che rafforzano le azioni positive. Difficile da applicare a posteriori: meglio invece adottare questa strategia durante l’intero anno scolastico, affrontando insieme i successi di volta in volta.

Le bocciature sono tutte uguali?
Naturalmente le cause degli insuccessi scolastici dei figli non sono tutte uguali. Esistono passaggi scolastici delicati che ‘mettono al tappeto’ anche i ragazzi che si sono sempre impegnati con successo. Si tratta quindi di una bocciatura preannunciata o di un passaggio che segna una grande differenza con i risultati degli anni precedenti?
Qualunque sia la causa di questo fallimento è opportuno cercare di individuarne le ragioni reali evitando, d’altro canto, anche un atteggiamento iperprotettivo che tende ad attribuire le cause della bocciatura, alla scuola o ai professori. Il bravo genitore, infatti, è colui che, raccolte tutte le informazioni necessarie, aiuta il ragazzo a capire la sua parte di responsabilità.

Che piani per l’estate?
La prima cosa da fare, a seguito di una delusione scolastica, è quella di far decantare i sentimenti di sconforto che si susseguono alla bocciatura. È importante, in questa fase, non prendere decisioni avventare, come un cambio di percorso di studi, unicamente dettato dall’emotività.
Poco serve rinchiudere il ragazzo in casa e costringerlo a ripassi furiosi e giornate sui libri. Più utile, invece, ragionare insieme sulla strada da imboccare l’anno successivo valutando insieme l’opportunità di cambiare percorso. La valutazione, però, dovrà essere effettuata su basi solide e non su una rinuncia a priori.

Le difficoltà oggettive
Diverso il caso in cui ci si accorgesse che il cattivo esito scolastico fosse il risultato di una difficoltà di apprendimento comprovata, se si tratta, ad esempio, di disturbi specifici dell’apprendimento. In questo caso potrà essere sufficiente l’aiuto di uno specialista in grado di valutare oggettivamente l’entità del disturbo e studiare insieme un programma di potenziamento.

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