SCUOLA

Il momento dei compiti

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I compiti, maestri di vita!

I compiti pomeridiani sono, per il tuo bambino, il primo passo per avviarlo alla responsabilizzazione, scolastica e non. Un approccio scorretto con questo ‘metodo educativo’ che lo accompagnerà a lungo nel suo processo di apprendimento, può condizionare negativamente le abitudini del piccolo,
Soprattutto nelle prime fasi e fin da subito, l’insegnamento del genitore e il lavoro pomeridiano costante sono abitudini importantissime che servono ad indicare al piccolo scolaro una direzione precisa da seguire, acquisendo un metodo personale e sviluppando una predisposizione particolare.

Quando mamma e papà aiutano il bambino nello studio pomeridiano, l’impegno del piccolo deve essere commisurato a quello del genitore che, stabilito l’orario dei compiti, deve necessariamente dedicarsi esclusivamente a questo proposito. È importante che il rigore e il rispetto degli impegni, infatti, sia ispirato nel piccolo proprio dal genitore, che insegnerà al bambino a ottimizzare il tempo e a sfruttarlo abilmente.
“Prima il dovere e poi il piacere”, dicevano. Pur essendo una regola collaudata nel tempo, è vero, è innegabile che ci siano bambini che si concentrano meglio nel primo pomeriggio, mentre altri solo dopo la merenda. Lascia a tuo figlio la visione del cartone animato pomeridiano preferito, ma cerca di responsabilizzarlo e di insegnargli il valore del tempo, dandogli tu stessa delle scadenze ‘costruttive’. Una mezz’oretta di pausa tra una materia e l’altra, infondo, non può che essere vantaggiosa!

Il ruolo del genitore

Davanti ai compiti la parola d’ordine è, anzitutto, ‘razionalizzare’.

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Verifica che il piccolo abbia compilato il diario in modo corretto e ordinato e aiutalo nell’organizzare gli impegni seguendo, a piacere, una tabella oraria o un ordine di priorità.

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Verifica che anche agli impegni extrascolastici sia dato il giusto peso nella compilazione del diario e che il tempo degli uni non sia imperante su quello degli altri, ma soprattutto che il piccolo non sia eccessivamente sovraccaricato e che rischi, quindi, di stressarsi inutilmente.

- Fai in modo che il piccolo svolga gli esercizi scritti solo dopo aver ‘studiato la lezione’ e appreso il concetto, iniziando, dunque, dalla teoria e procedendo ordinatamente con la pratica.
- Fai in modo di evitare la memorizzazione meccanica dei concetti e delle lezioni perché questa pratica richiede uno sforzo mnemonico incredibilmente grande, quanto totalmente inutili ai fini didattici.

- Se è ancora troppo presto per far studiare tuo figlio con un amichetto, pratica utilissima per lo stimolo dell’attenzione e dell’apprendimento, cerca di seguire la fase finale dello studio ascoltando  e verificando le conoscenze acquisite e controllando gli esercizi. Nelle sue prime fasi, infatti, è importante che il bambino senta vicina la figura dei genitori e abbia un riferimento esterno in caso di dubbi e incertezze.

- E' necessario ammettere i propri limiti e, se impossibilitati ad aiutarlo, aiutarlo a cercare altre soluzioni o a responsabilizzarlo nella ricerca stessa.

Gli errori da evitare

Nel paniere degli errori da evitare per un genitore, quando si approccia ad aiutare il figlio nello svolgere i compiti per casa, ce ne sono alcuni a cui è bene prestare particolare attenzione.

-  L’uso della tecnologia, specialmente attualmente, è molto importante soprattutto se si parla di computer e programmi base. La tecnologia va fatta ‘respirare’ sin da piccoli, perché è solo a quest’età che si procede ad una familiarizzazione naturale della stessa. Se il genitore è ‘spaventato’ dalla tecnologia, è bene che non condizioni il piccolo, ma che lo sproni alla scoperta dell’avanguardia tecnologica, magari con un corso pomeridiano mirato organizzato dai comuni o dalle scuole della zona.
Tuttavia l’uso del computer e degli strumenti elettronici nello svolgimento dei compiti non si rivela sempre la scelta ottimale, ma, anzi, va evitato laddove andasse a frenare la logica e l’abilità.

- E' importante che il genitore non diventi l’ennesimo insegnante di suo figlio, ma che sia consapevole del fatto che il bambino ha già diversi professori, ma una sola madre e un solo padre. La relazione genitore-figlio, dunque, è imprescindibile e non può per nulla al mondo essere sostituita da un vostro ruolo di insegnante.
DivertitI con vostro figlio e fagli capire quotidianamente che apprezzi gli sforzi quotidiani e che preferisci premiare l’impegno, piuttosto che il giudizio!

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