SCUOLA

Dai la giusta carica a tuo figlio

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Gli scolari delle scuole dell'obbligo si trovano costantemente sotto pressione a causa dei giudizi espressi dai propri maestri o insegnanti e spesso vivono queste prove con forte emotività. Un voto negativo, soprattutto se giunge in modo imprevisto, può innescare nello scolaro un senso di sfiducia nelle proprie capacità scolastiche che possono arrivare a demoralizzarlo e demotivarlo.

Se il bambino o il ragazzo non appare felice di recarsi a scuola e a casa è costantemente annoiato o poco concentrato nel compiere il lavoro a casa, è giunto il momento per il genitore di intervenire.

Innanzitutto è determinante una riflessione sul motivo degli insuccessi o dello stato d'animo: il bambino o il ragazzo ha problemi con gli insegnanti o i maestri? C'è un cattivo rapporto con i compagni di scuola? Ci sono problemi familiari? Questo insuccesso è legato ad una sola materia? Il voto negativo è sporadico?

Ci sono scolari che puntano sempre al massimo della prestazione scolastica per mostrare ai propri genitori di meritare le loro attenzioni e il loro amore o perché sanno che il genitore accetterebbe malvolentieri un insuccesso: in questo caso il bambino va rassicurato sul piano affettivo. L'amore verso i propri figli non deve essere associato a secondi fini. Al contrario il bambino crescerà con il dubbio che nel caso compiesse un errore, non sarebbe più amato dai suoi genitori.

Il bambino non vuole andare a scuola o ha paura di affrontare una materia in particolare? E' il caso di parlarne con il maestro o l'insegnante e con lui trovare una ricetta per far superare questo momento di stallo in modo sereno e senza coinvolgimenti emotivi. Le ripetizioni non sono sempre necessarie: prima di decidere parlane con l'insegnante. A volte è sufficiente un po'di rinforzo durante le ore scolastiche perché il bambino riprenda la sua strada con sicurezza.

Il ragazzo è svogliato e si accosta ai compiti di casa con poco interesse? In questo caso bisogna spronarlo ed aiutarlo ad organizzarsi lo studio. E' determinante per il suo futuro rendimento scolastico che lo scolaro impari a comprendere le priorità e i tempi necessari per svolgere i compiti a casa. All'inizio affiancati a lui e aiutalo a preparare una scaletta degli impegni scolastici quotidiani. Verifica, se ti è possibile giornalmente, i suoi piccoli successi nell'organizzazione scolastica, lodalo e rassicuralo sulla sua capacità futura di affrontare le sfide che gli si presenteranno, ma non ti sostituire a lui.

Approfitta dei week-end o dei periodi di vacanza, quando il ritmo della famiglia è più tranquillo, per guardare i quaderni ed il lavoro svolto fino a quel momento in modo da verificare dove si concentrano le sue maggiori difficoltà.

Un grande pediatra scomparso nel 2001, il dott. Marcello Bernardi, autore di numerose pubblicazioni scientifiche e di molti libri tra i quali il prezioso manuale "L'avventura di crescere", ha scritto: "Se non c'è interesse personale del bambino in ciò che gli si racconta o gli si mostra o gli si fa fare, l'insegnamento cade nel vuoto".

La prima molla per far scattare il meccanismo dell'apprendimento è la curiosità. Noi genitori, insieme alla scuola, dobbiamo armarci di pazienza e tenacia cercando d'incuriosire il bambino su ciò che lo circonda: in questo modo si avvicinerà allo studio in maniera più costruttiva ed interessata.

Come possiamo aiutare la sua curiosità?

  • Deve studiare la preistoria? Perché non lo facciamo visitando anche qualche museo.
  • Ha studiato la sintesi clorofilliana? Prendi la palla al balzo e porta tuo figlio in un giardino per fargli vedere i diversi tipi di piante e di foglie.
  • Non ha voglia di svolgere i temi di italiano? Esercitalo facendogli descrivere a voce, nei minimi dettagli e con la giusta grammatica, qualcosa di cui è appassionato.
  • Non gli piace imparare a memoria le tabelline? Trasforma lo studio in un gioco a premi.

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