PRIMA INFANZIA

Piccoli buongustai

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La causa principale? Si divide equamente tra sedentarietà e scorrette abitudini alimentari: l’accoppiata tivù & merendine, tanto per intenderci, miete vittime. Ma i genitori hanno non poche responsabilità a lasciare che le giornate dei loro bambini scorrano tra brioche confezionate e cartoni animati, tra lattine di bibite gassate e partite alla Playstation. Gli errori in tal senso continuano poi anche a tavola dove, pur di farli mangiare, gli si fa trovare sempre e solo i ‘cibi preferiti’: pasta, bastoncini di pesce, patatine fritte. Uniche variazioni sul tema: pizza (magari con patatine fritte) o fast food con amburger e… tante patatine fritte. Niente verdura e niente frutta.

Certo, non mangiano altro, si potrebbe obbiettare. Ma la colpa non è affatto loro! Siamo noi mamme ad averli male abituati. In effetti anche a noi certe verdure non piacciono poi tanto, perciò chiudiamo un occhio se loro le detestano. Inoltre, per stare più svelte, si finisce per preparare sempre le solite cose, spesso scoraggiate dal vedere che spinaci, piselli, e pesce al vapore restano regolarmente nel piatto. In realtà vale la pena d'insistere. Anche perché fargli assaggiare qualcosa di diverso è possibile. Basta coinvolgerli da piccoli, renderli interessati e curiosi verso i diversi sapori e quindi disposti a gustare vari tipi di alimenti. Il passo più importante è proprio quello di renderli aperti alle nuove esperienze di palato. Al Salone del gusto di Torino si è riusciti in questo intento lasciando che i bambini sperimentassero i cibi, li manipolassero, impiastricciandosi anche, ma soprattutto abituandosi a odori e gusti. Avversati come estranei dapprincipio, aromi e sapori sono stati presto “scoperti” con il gioco e quindi accettati. Se ci sono riusciti al salone del gusto, perché non possiamo farlo noi a casa nostra?

Dopotutto non è indispensabile riuscire a propinare ad un ragazzino le verdure bollite o la minestra, ma permettergli di ampliare il ventaglio dei cibi apprezzati o tollerati. Lo scopo finale è naturalmente quello di farlo crescere meglio, con varie scelte alimentari a disposizione, permettendogli di essere così domani un adulto sano. Libero cioè da problemi di salute legati all’eccesso di grassi e zuccheri, come ipertensione, malattie cardiovascolari, diabete, obesità, favoriti da una dieta poco varia. Come è possibile educare un bambino al gusto? Innanzitutto partendo da piccolissimi, ritardando l’ingresso del sale nella dieta fino all’età di due tre anni, e cercando di non esagerare con lo zucchero. Questo permette che anche i sapori intermedi vengano riconosciuti e non rifiutati. In seguito il cammino verso un’alimentazione completa si ottiene giocando d’astuzia. Il bambino va stimolato, altrimenti si annoia, soprattutto a tavola.

Ricordiamo innanzitutto che l’odore dei cibi è importantissimo per la percezione del loro sapore, perciò non eccediamo con l’uso di asettici surgelati ed ermetici forni a microonde che non diffondono le fragranze. E poi anche l’occhio vuole la sua parte: i bambini sono attratti dai colori. Piuttosto che un piatto di spinaci meglio optare per un’insalata di lattuga, pomodori, carote, finocchi e peperoni gialli e rossi, magari aggiungendo qualche oliva e dei gherigli di noce. Idem per la frutta: meglio sotto forma di macedonia. Infine i suoni: un cibo croccante, è di gran lunga più divertente da sgranocchiare, perciò via libera a verdure crude piuttosto che lessate, a polpette di pesce invece del pesce bollito, al pane fresco con la crosta, alla frutta a pezzetti. E poi facciamo partecipare i piccoli alla preparazione dei piatti e all’acquisto dei cibi: prenderanno contatto con pesci, formaggi, frutti, e si abitueranno agli odori. Si sporcheranno le mani aiutandoti a preparare un frullato o un panino? Sarà molto meglio che averle sempre pulite scartando uno snack confezionato dopo l’altro!

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