PRIMA INFANZIA

Donna a 10 anni?

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La televisione le vorrebbe già ammiccanti a 8/10 anni con atteggiamenti tipici delle ragazze adolescenti ma loro porterebbero volentieri i codini ed amerebbero giocare con bambole e peluche. Sono le bambine di oggi il principale obiettivo di molte pubblicità che trasmettono alle piccole la voglia di crescere ma troppo in fretta, a causa di ciò le mamme si trovano travolte da richieste particolari come capi di abbigliamento che scimmiottino un po' quelli della mamma oppure la possibilità d'avere le unghie laccate o un velo di lucidalabbra, organizzare feste impegnative ed avere oggetti griffati.

Molti genitori sono sfavorevoli a concedere questi 'capricci' alle loro piccole figlie ma non sanno come comportarsi di fronte alle loro insistenti richieste. Con questo articolo cerchiamo di aiutarti ad affrontare queste problematiche in modo sereno.

TRUCCO SI, TRUCCO NO - una spruzzata di profumo ed un velo di lucidalabbra possono essere concesse senza problemi ma solo in occasioni speciali. E' normale che guardando la mamma una bambina abbia voglia di imitarla soprattutto nella fascia di età che va dagli 8 ai 10 anni quando c'è l'identificazione con il genitore dello stesso sesso. L'importante è far capire alla bambina che il trucco a questa età è consentito solo in eventi eccezionali e non è indicato per la sua pelle delicata. Punta sul fatto che la sua bellezza 'pulita' ed il candore della sua età sono la cosa più bella da mostrare quando si è ancora bambine. Inoltre un trucco evidente in questo momento della crescita potrebbe attirare commenti sgradevoli che la bambina non sarebbe in grado di comprendere.

ABBIGLIAMENTO E VESTITI 'PARTICOLARI' - quando si ha 8/10 anni c'è ancora voglia di saltare, correre, arrampicarsi e giocare con i propri coetanei: la minigonna, la maglia intrecciata o l'abito scollato oltre ad ostacolare la sua attività motoria potrebbero metterla in imbarazzo e creare osservazioni da parte dei propri compagni. Un capo troppo elegante o particolare, un abito o una gonna modaioli sono permessi nei momenti importanti (feste di compleanno, matrimoni, Natale, ecc.) e non devono essere indossati a scuola o in normali momenti di socialità. La bambina deve capire che ogni occasione deve abbinarsi al giusto vestito. Per quanto riguarda la richiesta di abiti griffati è bene far capire alla bambina l'importanza della qualità del materiale del capo che indossa piuttosto che il marchio, caratteristiche che spesso non coincidono.

INVITI A CASA E AMICA DEL 'CUORE' - è bello riempire la casa di amici a patto che ci siano delle regole. In casa la bambina non deve chiudersi in camera con le sue amiche, come invece insegnano le protagoniste di tante serie televisive, inoltre deve essere rispettosa degli spazi comuni della casa ed ascoltare le indicazioni dei genitori lasciando che le amiche accedano solo alle cose autorizzate dalla famiglia. L'amicizia al femminile è spesso legata all'amica del cuore, una bambina alla quale si tende a raccontare tutto e che diventa un ponte fra la famiglia e l'ambiente sociale.

L'amica a volte però può avere libertà, atteggiamenti ed espressioni nettamente diverse da quelle dettate alla propria bambina. Tutti questi comportamenti sono una novità a volte allettante per tua figlia ma possono essere manifestazioni che non entrano in armonia con i tuoi insegnamenti, è bene quindi spiegare alla bambina che l'amicizia è bella ma che ogni famiglia deve rimanere legata alle proprie abitudini.

DIALOGO CON I GENITORI - più i figli crescono più tendono a staccarsi dai genitori a volte con atteggiamenti poco piacevoli come ad esempio il rispondere in modo provocatorio e poco rispettoso. Questo atteggiamento è molto fastidioso ed irrita molto i genitori che si sentono costretti a rispondere a queste provocazioni ma è meglio stemperarli con un sorriso, un abbraccio o un dialogo intimo per cercare di capire le motivazioni profonde di certe espressioni.

Se invece la bambina risponde ai genitori con tono inappropriato, parole pesanti o molto sgarbate è bene bloccare queste manifestazioni sul nascere in modo fermo e deciso prima che diventino un'abitudine.

La prof.ssa Oliverio Ferraris (Ordinario di Psicologia dello Sviluppo presso la Facoltà di Psicologia dell'Università la Sapienza di Roma) ha pubblicato un libro di grande interesse intitolato 'La sindrome Lolita' e pubblicato da 'Rizzoli',  un testo che spiegala dannosa influenza della televisione su bambini e ragazzi in molteplici aspetti della loro vita quotidiana.

Cartelloni pubblicitari, giornali, spot televisivi rimandano sempre più spesso ad immagini allusive alla sessualità ed alla violenza che possono avere effetti disastrosi sulla struttura mentale del bambino che crescendo potrebbe imitare o mettere in atto tali atteggiamenti.

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