Non c’è niente di più frustrante che tirare fuori dalla lavatrice un maglione di cashmere preferito e trovarlo ridotto di due taglie e rigido come un tappeto. L'infeltrimento delle fibre naturali (come lana, alpaca e mohair) è un processo irreversibile nella maggior parte dei casi, ma con le giuste accortezze è facilissimo da evitare.
In questa guida vedremo perché le fibre "si restringono" e come mantenerle morbide come il primo giorno.
Perché la lana si infeltrisce?
Per prevenire il problema, bisogna capire il nemico. Le fibre naturali, in particolare la lana, presentano in superficie delle minuscole squame (simili a quelle dei capelli). Quando queste fibre vengono sottoposte a:
- Calore eccessivo
- Sbalzi termici
- Sfregamento meccanico
Le squame si sollevano e si incastrano tra loro in modo permanente. Il risultato? Un tessuto denso, rigido e decisamente più piccolo.
5 Regole d'oro per evitare l'infeltrimento
- Attenzione alla temperatura (non solo calda!)
Il mito che la lana si rovini solo con l'acqua bollente è falso. Il vero colpevole è spesso lo shock termico. Lavare a 30°C e risciacquare con acqua gelida del rubinetto fa contrarre le fibre istantaneamente.
- Scegli il detersivo giusto (pH neutro)
I detersivi comuni sono troppo alcalini per le fibre proteiche come lana e seta. Questi prodotti "aprono" le squame della fibra, favorendo l'incastro.
- Centrifuga? Sì, ma con moderazione
Lo sfregamento meccanico è il principale responsabile dell'infeltrimento. Se lavi in lavatrice, usa esclusivamente il programma "Lana" o "Delicati".
- Il lavaggio a mano non è sempre il migliore
Sorpresa: a volte la lavatrice è più sicura del lavaggio a mano. Perché? Perché a mano tendiamo a strofinare troppo le macchie o a lasciare il capo in ammollo per ore, indebolendo le fibre.
- Asciugatura orizzontale
Il peso dell'acqua può deformare le fibre naturali se il capo viene appeso.
- Mai fare: usare l'asciugatrice (a meno di programmi specifici e certificati).
- Sempre fare: stendere il capo in piano su uno stendino, lontano da fonti di calore dirette o luce solare forte.