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Carnevale veneziano: i costumi e le maschere tipiche di Venezia

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Il Carnevale veneziano è uno dei più antichi e rinomati di Italia, capace di attirare nella bella città lagunare appassionati di folklore da ogni parte del mondo. Obiettivo, vedere la celebre sfilata delle maschere, insieme al tradizionale volo dell'Angelo in piazza San Marco, appuntamenti irrinunciabili per gli abitanti del luogo, ma anche e soprattutto per i turisti.

Ma quali sono i costumi tipici del Carnevale di Venezia? Ci sono sicuramente dei personaggi nati dalla commedia dell'arte, che sono poi diventati i veri protagonisti della festa. Fra questi il più importante è certamente Pantalone, che incarna il classico mercante veneziano facoltoso, di età avanzata e nonostante questo sempre pronto a corteggiare una bella donna.

Pantalone, anche conosciuto come Il Magnifico, ha poi una figlia, che si chiama Rosaura, altra maschera tipica del Carnevale veneziano. Bella e vanitosa, la ragazza è innamorata di Florindo, tanto nobile d'animo quanto squattrinato e per questo poco apprezzato dal padre della fanciulla.

In questo menage non manca un'altra figura tipica della commedia dell'arte, diventata poi una delle maschere veneziane più conosciute ed è quella di Colombina, la servetta stipendiata da Pantalone, che spesso e volentieri aiuta Rosaura e Florindo a portare avanti la loro storia, in beffa al volere del padrone. Il già citato volo dell'Angelo è anche detto volo della Colombina in suo onore.

Oltre a queste figure tipiche, veri e propri personaggi ben caratterizzati, il Carnevale di Venezia vanta anche costumi tradizionali che affondano le loro radici nelle usanze antiche. Durante il periodo carnevalesco, già nel 1700, era molto in voga la Baùta, o Larva, una maschera completamente bianca che veniva abbinata al cosiddetto tabarro, un mantello nero.

La Baùta era un travestimento unisex, indossato indistintamente da donne e uomini, esattamente come quello della Gnaga, una maschera da popolana che prevedeva un look composto da abbigliamento femminile e una mascherina a forma di gatta.

Per le signore era molto gettonato anche il costume da Moretta, con una maschera particolare in velluto scuro, che restava sul volto grazie ad una tacca interna che si teneva ferma con la bocca. Per tale motivo questa figura era nota anche come servetta muta, in quanto era impossibile parlare.

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