PSICOLOGIA

Musicoterapia, una canzone per stare bene

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La terapia della musica

In auto, a casa, persino in doccia: la musica è il sottofondo musicale della gran parte delle nostre giornate, una melodia che ci ritroviamo a canticchiare, ma che può anche farci commuovere, a seconda dello stato d’animo che ci portiamo dentro. Quello che forse non sai è che la musica condiziona davvero il nostro modo di affrontare una certa situazione, di vivere le emozioni.
Proprio così come esiste una vera e propria lista di brani da cui tenersi alla larga in caso di umore nero, la musica, quella considerata “felice”, è alle volte la miglior terapia che ci riporta immediatamente il sorriso sulle labbra!
La musicoterapia è l’utilizzo della musica a scopo terapeutico da adottare quotidianamente, perfetta ad esempio per trasmettere serenità ai bambini prima della nanna, ma anche come vera e propria cura di fronte a patologie più complesse.
“L’impatto di un brano musicale su una persona è molto forte: un tempo veloce può istantaneamente risollevare l’umore mentre uno più lento può inevitabilmente buttarlo giù”


La musicoterapia permette di:
- gestire le emozioni, dominando quelle negative
- sviluppare la creatività
- stimolare l’attenzione e la concentrazione

Ascoltare se stessi
La musica terapeutica è qualcosa di molto diverso dal semplice ascolto passivo, impegnato in altre attività. Lo stato psicofisico che si crea quando si ode una melodia, ascoltando allo stesso tempo il profondo di noi stessi, ci permette di entrare profondamente in contatto con la nostra intimità.
Una musica classica, jazz o new age è in grado di farci arrivare a questo stato di serenità in poco tempo, ma il discorso è in realtà soggettivo perché  si basa principalmente su sensazioni diverse da persona a persona.
Ma la musica è anche memoria. Vi è mai capitato di associare inconsciamente un momento vissuto ad una particolare canzone e di evocare quel preciso istante ogni volta che si ascolta quella melodia?
Fai una lista dei tuoi ricordi felici che vivono grazie ad una musica riconoscibile e salva una playlist da lanciare nei momenti di sconforto: l’effetto positivo che avrà è davvero travolgente!

Una curiosità per te!
Se gli effetti positivi sull’umore sono immediatamente visibili, non si può dire altrettanto dell’effetto della musica sulla cura delle malattie coronariche. Anche se non è immediatamente tangibile, è comprovato che ascoltare la musica diminuisca la pressione sanguigna e il ritmo cardiaco, aiutando non poco i pazienti affetti da malattie cardiache.

Come procedere?
- Scegli la modalità individuare o, in alternativa, quella in gruppo, dove lo scambio di sensazioni reciproco è parte fondamentale del processo.
- Puoi limitarti al semplice ascolto della musica prescelta (musicoterapia passiva), ma anche cantare, suonare o muoverti a ritmo di musica (musicoterapia attiva).
- Abbina questa tecnica a discipline diverse, utili ad accentuarne i benefici. Yoga e pilates sono le scelte consigliate, perfette per stimolare l’attenzione e il controllo di movimenti e concentrazione!

Scegli la musica
La musica non è tutta uguale. Ci sono caratteristiche insite nel ritmo e nell’andamento del brano che influenzano a priori l’effetto sullo stato d’animo!
- Un suono acuto dal ritmo irregolare e dissonante non predispone certo alla tranquillità l’animo di chi lo ascolta.
- Una melodia debole, dal ritmo regolare è invece l’ideale per predisporre alla tranquillità. Non solo, ci sono suoni evocativi che, nella memoria complessiva, predispongono ad un ascolto sereno. Tra tutti ad esempio quello dell’organo, uno strumento solenne, che, per il suo utilizzo storico nelle chiese, ha sempre evocato spiritualità e pace.

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