PSICOLOGIA

Il Presente, il Passato, il Futuro

Molte persone vivono rimuginando in continuazione su eventi accaduti molti anni prima. Il passato, per loro, non passa mai e il presente non esiste se non come riflesso di rimpianti, rimorsi e ricordi in un gioco continuo di "se": "se avessi / non avessi fatto...", "se fossi / non fossi andato...".
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Il passato: un legame con quelli che non siamo piú.

Molte persone vivono rimuginando in continuazione su eventi accaduti molti anni prima. Il passato, per loro, non passa mai e il presente non esiste se non come riflesso di rimpianti, rimorsi e ricordi in un gioco continuo di "se": "se avessi / non avessi fatto...", "se fossi / non fossi andato...". Tutti questi pensieri formano una sorta di cordone ombelicale con situazioni ormai trascorse e con persone che magari non ci sono neanche più. L'incapacità di lasciarsi alle spalle ciò che non è più, è indice di una paura a modificarsi, a crescere e a separarsi da persone e cose. Questo preclude la possibilità di vivere appieno il presente, che è l'unico tempo che abbiamo.

Il presente: l'unico tempo che abbiamo.

Possiamo avere ricordi del nostro passato e fare progetti per il futuro, ma l'unico tempo che possiamo vivere è il presente. Eppure è anche quello che trascuriamo di più, rivolti come siamo in avanti o all'indietro. Così viviamo sempre più spesso fuori fase, disattenti a quello che il tempo attuale, momento per momento, ci offre. Sapere di essere qui, adesso, deve invece essere una cura contro le sofferenze del continuo paragone con quelli che avremmo dovuto essere o con quelli che dovremo diventare. Reali siamo solo noi adesso e il presente è l'unico tempo che contiene il segreto delle nostre potenzialità. L'unico che può permetterci di amarci per quelli che siamo.

Il futuro: un progetto che ci ingabbia.

La nostra epoca ci proietta tutti nel futuro della tecnologia e degli obiettivi da perseguire. Viviamo con uno scopo preciso, ad esempio acquistare una casa o raggiungere determinati standard di vita, e misuriamo le nostre capacità a seconda del nostro successo: se ci riusciamo ci sentiamo bravi, altrimenti dei falliti. Possedere delle mete nella vita è importante, ma sacrificarsi ad esse è stupido: non dobbiamo essere noi a vivere in funzione loro, ma devono essere loro ad adattarsi a noi. Altrimenti i nostri desideri, invece di essere strumenti di realizzazione e di piacere, si trasformano nei nostri giudici più severi.

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