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A scuola di respiro

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Il diaframma, questo sconosciuto… Un muscoletto piatto posto tra il seno e lo stomaco che la maggior parte di noi fatica addirittura a rintracciare, tanto poco ne sappiamo su di lui. Ed è invece esattamente quel muscolo che ci permette, se utilizzato nel modo più giusto, di respirare con completezza. Ma consoliamoci, in quanto secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, pare che ben un terzo della popolazione mondiale respiri in modo scorretto. Vale a dire utilizzando soltanto la parte superiore dei polmoni in perenne contrattura. Inspiriamo troppo ed espiriamo poco: e soprattutto svolgiamo questa attività troppo in fretta e troppo distrattamente.

Tutta colpa dei ritmi frenetici della civiltà occidentale. Inquinamento, stress, conflittualità e tutta una serie di aspetti che ci fanno spesso ripetere frasi come: ‘Sono senza fiato’ ‘il lavoro non mi concede tregua’ ‘sono sempre di corsa’ pronunciate sempre con foga. Gli esperti di fonetica, in mezzo secolo hanno registrato una diminuzione media delle pause nel discorso da 114 a 53. Respirare è il gesto primario che ci mettte in relazione con l’ambiente: scambiando l’aria nasciamo e quando smettiamo di farlo moriamo. Un cattivo respiro è sintomo di un cattivo rapporto col nostro corpo e con l’ambiente circostante. Lo sapevano bene i grandi meditatori del passato come Ignazio di Loyola o Bernardo di Chiaravalle che insegnavano esercizi appositi di respirazione. Lo sanno gli atleti come anche i cantanti, le cui performances si fondano proprio su un perfetto equilibrio e un ottimo sistema respiratorio.

Praticando con costanza alcune discipline come lo yoga si può imparare a controllare ed educare la respirazione con efficacia riuscendo a diminuire considerevolmente lo stress quotidiano e, impegnandosi a fondo, anche a curare alcune gravi patologie come l’anoressia. Prima di un colloquio, un esame, una gara o in mezzo al traffico, saper controllare il proprio respiro aiuta a tenere a bada le proprie reazioni. Emozioni, respiro e sistema neurovegetativo sono strettamente connessi tra loro e si influenzano reciprocamente.

In tutte le città italiane sono attivi numerosi corsi di yoga ove qualificati istruttori insegnano a migliorare il respiro a fronte di benefici vantaggi per l’organismo. Ma esiste anche il reiki, antica disciplina giapponese che consiste nel liberare il respiro senza manipolazioni o esercizi: il maestro sblocca semplicemente i chakra del paziente, i punti energetici, e la prima funzione ad essere liberata è proprio il respiro. O ancora il rebirthing che agisce in particolare sui traumi recenti del paziente insegnandogli a reagire senza sofferenze agli imprevisti quotidiani o alle liti. O la tecnica della manipolazione Sutterland, che agisce sullo sblocco della respirazione affermando che una buona respirazione diaframmatica aiuta a migliorare la postura combattendo i dolori articolari o malanni come gastriti e coliti.

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