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Cassia: proprietà curative

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La cassia è un arbusto originario del Medio Oriente e dell'area settentrionale dell'Africa, che predilige il clima secco e caldo. È una pianta medicinale poco diffusa in Italia ed è impiegata soprattutto per contrastare la stitichezza; sono spiccate, infatti, le sue proprietà lassative, grazie alle quali è in grado di stimolare i movimenti della parete intestinale.

Le proprietà curative della cassia sono note da molti secoli e fin dall'antichità diverse parti di questa pianta erano utilizzate come lassativo, nello specifico le radici, le foglie e la polpa dei baccelli. Tale arbusto contiene alcune importanti sostanze, note con il nome di antrachinoni, che sono capaci di stimolare la muscolatura del colon, agevolando in questo modo la regolarità intestinale.

La sua azione lassativa non si limita soltanto alla stimolazione dei movimenti all'interno della parete intestinale, ma ha altri effetti benefici. La cassia impedisce, infatti, all'intestino di riassorbire sali minerali e acqua, aumentando così la presenza di liquidi e rendendo in tal modo più semplice l'evacuazione.

Nell'utilizzo della cassia c'è, però, una controindicazione: la sua azione è efficace contro la stipsi occasionale, dunque non va utilizzata con troppa frequenza perché - in tal caso - potrebbe persino aggravare la stitichezza. Il dosaggio giornaliero consigliato è di circa 150 mg, da assumere la sera per non più di tre giorni consecutivi. Il suo effetto lassativo - in genere - comincia a manifestarsi dopo dodici ore. In ogni caso, prima di assumerla, è sempre opportuno chiedere consiglio al proprio medico di fiducia.

Nel caso in cui si superassero le dosi consigliate, inoltre, la cassia può causare effetti collaterali piuttosto fastidiosi, come diarrea e intensi dolori all'addome. Ricordati, inoltre, che non dev'essere utilizzata nel corso di una gravidanza, né nel periodo dell'allattamento e non va somministrata al di sotto dei 14 anni di età. È sconsigliata – infine - se soffri di colite, disturbi gastrointestinali, disturbi cardiaci, malattie renali o epatiche.

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