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Cellulite ko

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Le fasi della 'buccia d'arancia'

Otto italiane su 10 è un risultato impressionante, che sembra lasciare poco margine di scampo. La cellulite, infatti è una vera e propria malattia da non sottovalutare, ma da combattere prima che questo disturbo risulti irreversibile e impossibile da debellare con qualsiasi metodo, diete, massaggi o chirurgia.

L’inestetismo della cellulite si manifesta in quattro principali fasi. Fase 1: la formazione di un rigonfiamento, detto edema, causato da una scorretta ossigenazione del tessuto adiposo; fase 2 e 3: dette ‘fibrosa’ e nodulare; fase 4: è quella più dolorosa, perché il sangue scorre a fatica e il tessuto adiposo è particolarmente rigido. È questa la fase in cui si formano le cicatrici

I rimedi naturali

I metodi, più o meno invasivi, per combattere la cellulite e le sue fastidiosissime conseguenze, si distinguono tra le tecniche più naturali e quelle più invasive. Il primo consiglio è quello di perseguire un’alimentazione sana e corretta, bevendo almeno due litri di acqua al giorno e consumando abbondante frutta e verdura, riducendo le proteine e in particolar modo le carni rosse.

Evita gli alcolici e i superalcolici, così come gli zuccheri semplici, prediligendo quelli complessi, come i cereali, perfetti soprattutto a colazione. Da moderare l’uso del sale in cucina, che tende a trattenere i liquidi, così come gli alimenti ricchi di conservanti, tra cui i formaggi e gli insaccati.

Sane abitudini quotidiane

L’alimentazione, da sola, non è sufficiente per prevenire e curare la fastidiosa pelle a buccia d’arancia. L’esercizio fisico costante è l’unico metodo in grado di prevenire questo disturbo o attenuarlo efficacemente nelle prime due fasi. Camminare a passo svelto, andare in bicicletta o pattinare per almeno 50 minuti al giorno sono tutti ottimi esercizi per prevenire i disturbi micro circolatori.

L’attività in acqua, il nuoto o l’acquagym sono ugualmente utili a favorire la circolazione linfatica a patto, però, che nella vita di tutti i giorni si prediligano i tacchi di media misura, evitando ampiamente i tacchi molto alti o le ballerine.

La classica liposuzione

Ha più di 30 anni, ma è ancora attualissima. La liposuzione è un intervento in anestesia totale con cui il grasso viene aspirato nelle aree identificate dal medico chirurgo, mentre l’edema scompare dopo circa tre mesi dall’operazione.

I rischi di questo intervento sono quelli legati a quelli di una normale operazione chirurgica ed è per questo che è fondamentale rivolgersi ad un chirurgo di fiducia. Le imperfezioni di una scorretta liposuzione, in ogni caso, sono evincibili dalla presenza di irregolarità e avvallamenti sottocutanei presenti successivamente all’operazione.

Le terapie in prima fase

Tra le cure da considerare per le forme di cellulite più lievi e localizzate c’è la micro terapia, un’iniezione localizzata e indolore di farmaci che permette di eliminare il gonfiore e riattivare il processo di combustione dei grassi che riduce la fastidiosa buccia d’arancia e favorisce un rimodellamento della zona.

Degna di nota è anche l’ossigeno-azoto terapia, un mix di gas che viene inoculato con delle microiniezioni nella parte critica e che si occupa di respingere gli accumuli di liquido, sgonfiando la zona, rendere sottili le cellule adipose e contribuire a far spostare i globuli rossi con maggiore dinamismo.

Il linfodrenaggio combinato

Un’ulteriore tecnica è quella che combina l’azione triplice di tre elementi drenanti. Le tre fasi per combattere la pelle a buccia d’arancia consistono in: 1- una particolare calzatura che comprime il piede e spinge il sangue e una tuta speciale che crea una sorta di corrente elettrica tra gli arti inferiori e la spalla; 2- la somministrazione di alcune sostanze che tendono a migliorare le funzioni del microcircolo; 3- l’esposizione della zona a una serie di impulsi laser.

Questo trattamento consente una depurazione profonda dei tessuti e il miglioramento delle performance cellulari in cui la buccia d’arancia, se già esistente, verrà progressivamente smaltita con un mese e mezzo circa di trattamento.

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