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Bucato tra tradizione e ricordi d’infanzia

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Ci sono mesi dell'anno che fanno innalzare il tasso di malinconia quasi come la curva glicemica dopo una scorpacciata di cioccolato! Per chi ha lasciato il proprio luogo d'infanzia e si è trasferito, spesso per lavoro, a migliaia di chilometri, il ricordo diventa sempre più tangibile e si potenzia di anno in anno andando ad affondare nei particolari più remoti della memoria, quasi a voler tener vivo, attraverso il ricordo, il periodo della propria giovinezza, quando con fare disincantato ci si affacciava al mondo e lo si godeva appieno. 

Dall'entroterra del Cilento trasferirsi in una grande città significa affidarsi alla malinconia per attivare il proprio bagaglio di ricordi più belli e profumati. E in un piccolo paese la routine e il quotidiano passano per la religione e la fede nelle sue forma più arcaiche, estetiche ed iconiche.

Si avvicina maggio e ci si ricorda del fioretto che si faceva da piccoline dedicato al mese della Madonna e alla fioritura delle rose; a giugno gli appuntamenti religiosi diventavano ancora di più, è il mese della tredicina a Sant’Antonio, tredici giorni di preghiere ogni giorno alle sette del mattino che si facevano perchè dovevi essere promossa, prendere bei voti e superare gli esami. Giugno è anche il mese del Patrono, il 24, che, oltre alla novena, veniva celebrato con una lunga processione per le vie del paese, da un capo all'altro, dall'alto al basso, ovviamente nelle ore più calde delle giornata. La processione poteva durare fino a quattro ore, facendo spostare l'ora del pranzo direttamente a quella della cena in modo da consentire di non alzarsi da tavola fino a sera, quando tra le luminarie e la banda sinfonica si passeggiava tra bancarelle di torroni e nocciole in attesa dei fuochi di artificio. Se per il mese di Luglio ci si prendeva una pausa, ad Agosto si riprende ben carichi con i festeggiamenti in onore di due Madonne, la Madonna della Stella la prima domenica di agosto e Maria Assunta in Cielo il 15, intervalla i due festeggiamenti San Lorenzo, e per l'occasione non basta solo andar a guardare le stelle, occorre un’altra piccola processione per le vie del paese, questa volta d'intensità minore e di sera con il fresco. Tranquilli, non è finita qui, chiudono la kermesse di festeggiamenti importanti, di riti e folklore, la festa dei Santi Cosma e Damiano, a Settembre.

I mesi estivi per gli abitanti di Castel San Lorenzo sono ricchi di tradizioni religiose, settimane fortemente influenzate dal folklore e dal paganesimo che riportano alla luce riti e cerimonie sentiti e vissuti da millenni con la stessa devozione, passione e intensità. 

Ce ne è una particolare che è difficile dimenticare. Nelle giornate che precedevano le processioni le donne del paese si preparavano con un bucato impeccabile! Le coperte e lenzuola più belle dovevano essere rinfrescate e ripulite per poi essere stese in tutta la loro brillantezza e maestosità ai balconi dei piccoli vicoletti del paese durante le processioni. Un omaggio ai Santi e alla propria cittadina che per qualche ora profumava di fresco e di rose, le stesse che venivano gettate e riposte agli angoli delle stradine per colorare e abbellire.

La processione scorreva liscia e tranquilla, tra donne si spettegolava sul corredo della vicina, notando i particolari più piccoli piccoli e minimi, dal punto colorato al crochet sfilacciato, tra preghiere e litanie che risuonavano beate tra il fresco pulito e quel profumo e quella bellezza che quanto sarebbe bello avere tutti i giorni.

Lo stesso fresco pulito che ritroviamo nel bucato dopo aver utilizzato Vernel, quel profumo inebriante che ti coccola anche durante il sonno tra le lenzuola e coperte morbidissime.

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Sonia e Letizia
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Sonia e Letizia

Cresciute nel Cilento tra struffoli e frittate della mamma. Letizia, a Milano, si occupa di comunicazione, vivrebbe sei mesi l’anno a Procida, vendendo fiocchetti rosa e sei mesi in giro per il mondo munita di piastra e una valigia colma di make up un-essentials. Sonia è una maestra forever in wonderland. Vive a Gorizia, bionda per status, frivola per necessità, sempre alla ricerca della leggerezza, creativa, ha un’unica fede: la contraddizione.

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