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Guida igiene bimbi: il sapone

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La prima testimonianza relativa all’esistenza del sapone risale agli scavi dell’antica Babilonia, dove, in cilindri di argilla, fu ritrovato un prodotto simile al sapone. Gli Egiziani preparavano il sapone usando soda e grassi animali, come è descritto nel papiro di Ebe.
Entrambi i popoli estraevano la soda dalle ceneri di canne che crescevano lungo i fiumi. Plinio riferisce che i Galli fabbricavano sapone da grasso di capra e ceneri di legno. Negli scavi di Pompei fu ritrovato un saponificio con i saponi rimasti indenni dalla distruzione.
In epoche più recenti gli Spagnoli ricorsero all’incenerimento di una pianta del litorale andaluso, mentre in Bretagna si preferiva estrarre le ceneri dalle alghe marine. Il sapone deve il suo nome alla città di Savona: la tradizione ligure vuole infatti che a Savona la moglie di un pescatore lo abbia ottenuto in modo casuale facendo bollire liscivia di soda in una pentola contenente olio di oliva.
Fino ai primi del 900 il sapone in Inghilterra era detto “Bristol” dal nome della città dove lo si produceva. Lo sviluppo dell’industria saponiera avvenne nelle città costiere del Mediterraneo (Venezia, Savona e Marsiglia), favorito dalla presenza contemporanea di olio di oliva e di soda naturale ottenuta dalle ceneri delle piante marine che crescevano spontanee nei terreni salmastri.
Nel Medioevo le condizioni igieniche decaddero e l’uso del sapone venne abbandonato, per poi riprendere nel XVII secolo. Nel 1792 la soda naturale venne sostituita dalla soda ottenuta mediante il processo chimico inventato dal chimico francese Leblanc.

I tipi di sapone attualmente in commercio sono:
- la saponetta tradizionale
- i syndet

Saponetta tradizionale
Viene ottenuta atrraverso il processo di saponificazione, reazione chimica innescata dall'aggiunta ad un grasso di soda caustica. Il sapone così ottenuto è in forma liquida e può essere addizionato di altri componenti, come latte e coloranti, prima di essere parzialmente essicato e lavorato meccanicamente per trasformarlo in forma di "barra" solida , a sua volta sottoposta a taglio e stampaggio grazie a cui si ottiene la "saponetta" a tutti familiare. Gli oli e grassi utilizzati sono in prevalenza di origine vegetale come Cocco, Palma e Palmisto ai quali possono essere aggiunte quantità minori di oli quali Colza, Soia, Oliva, Mandorle dolci, Arachidi e Mais.

Syndet
Rappresentano l’evoluzione della classica saponetta e sono costituiti in prevalenza da tensioattivi sintetici che consentono di formulare prodotti ad azione più delicata. Questi prodotti si prestano ad essere addizionati con ingredienti specifici, come ad esempio sostanze idratanti ed emollienti. I syndet hanno pH regolabile, quindi possono essere formulati a pH neutro per essere più delicati sulla pelle. Entrambi i prodotti possono contenere additivi naturali, quali argilla, miele, alghe, erbe aromatiche o nutrienti quali olio di semi di albicocca, olio di avocado, burro di cacao, burro di karitè, olio di germe di grano e olio di lino.

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