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Ristrutturare i servizi igienici e ricavare un secondo bagno da un vecchio ripostiglio

Questa ristrutturazione parte dalla necessità di rendere il bagno esistente più confortevole e di creare, nel locale precedentemente destinato a ripostiglio, un secondo bagno.
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Per ottenere questo risultato, nel primo bagno si è modificata la disposizione del lavabo, del vaso e del bidet, spostandoli sulla parete opposta, dove sono intervallati da spazi più ampi di quelli originari. Quindi si è collocato un mobiletto contenitore, nella nicchia fra porta e cavedio, lasciata libera dai sanitari. 

L’intervento più interessante riguarda la doccia, realizzata su misura, nell’unico spazio disponibile vicino alla finestra. Il piatto, potrà essere delimitato da un cordoletto in cemento di circa 5 cm di spessore e da un massetto piano leggermente ribassato. Il tutto ricoperto da lastra in piombo, apposita guaina impermeabilizzante e rivestimento di tessere ceramiche, meglio se di piccole dimensioni.

In questo modo si potrà dare al piatto doccia la forma più consona per guadagnare spazio, inglobando il pilastrino esistente e ottenendo una nicchia da attrezzare con mensole portaoggetti nella parete fra pilastro e finestra.

Nel bagno così riorganizzato, come si vede nelle viste prospettiche virtuali, trovano spazio anche una panchetta in legno e un ulteriore mobile contenitore, che sarebbe meglio scegliere in forma di pensile, per non appesantire troppo l’ambiente da punto di vista spaziale e visivo.

Si modifica infine anche l’infisso del finestrino esistente, aprendolo a due battenti, variando il verso di apertura della porta di accesso. Nel secondo bagno si prevede un intervento più radicale, con lo spostamento del tramezzo esistente e il suo rimodellamento secondo la posizione indicata in pianta. Lo spostamento offre il grande vantaggio di un angolo di alloggiamento della doccia, recuperando lo spazio necessario per un ripostiglio a tutt’altezza, secondo le precise esigenze del committente.

Il bidet e il vaso si collocano presso la doccia, che presenta l’apertura a spigolo; il lavabo, con tipologia ad angolo, viene invece collocato sulla parete opposta e accostato al ripostiglio, per non ingombrare lo spazio centrale di fronte agli altri sanitari

. Il ripostiglio sul fondo è delimitato da una paretina in legno, con vano-porta a doppia anta scorrevole sovrapposta ed alloggiamento dei binari in apposito pannello superiore ed è attrezzato con mensole di diversa profondità che ricoprono i tre lati chiusi.

Per ampliare anche visivamente l’ambiente di questo secondo bagno si è giocato con le superfici riflettenti, proponendo il rivestimento a specchio di tutta la paretina del ripostiglio adiacente al lavabo e dell’anta centrale scorrevole del vano-porta.

Per il pavimento e il rivestimento dei locali, si è adottata la ceramica, materiale dalla tradizione intramontabile e di estrema praticità. In particolare, per i pavimenti si consiglia un formato non superiore a 20x20, data la ridotta estensione della superficie di calpestio e per le pareti un formato identico, oppure 10x10 suddiviso da minifughe, come un finto mosaico in tessere di circa cm 3x3. Il paramento murario è interrotto a un’altezza di circa mt1,80, con una fascia di listelli della stessa gamma e tonalità del pavimento.

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