C’è un momento preciso in cui l’estate comincia lentamente a lasciare spazio all’autunno. Le giornate si accorciano, l’aria diventa più fresca e nei boschi iniziano a comparire i primi ricci di castagno. È il momento in cui torna una delle attività più semplici e amate della stagione, cioè andare a castagne.
Per molti è un appuntamento che si ripete ogni anno. Si infilano gli scarponi, si prende un cestino e si parte alla ricerca dei frutti nascosti tra le foglie. Ma quando è davvero il momento giusto per andare a raccoglierle?
La risposta non è semplicemente “in autunno”. Il periodo della raccolta cambia infatti in base alla zona, all’altitudine, alla varietà e all’andamento della stagione. In generale, la castagnatura si concentra tra la fine settembre e novembre, mentre in alcune aree può iniziare già a settembre e in altre proseguire fino alla fine dell’autunno.
E poi c’è una questione ancora più importante: non tutte le castagne che troviamo nel bosco possono essere raccolte liberamente. Prima di riempire il cestino, quindi, ci sono alcune regole da conoscere. Eccole.
Quando andare a castagne?
Il periodo migliore per raccogliere le castagne coincide con la loro cascola, cioè il momento in cui i frutti maturi si staccano naturalmente dall’albero e cadono a terra. In Italia la raccolta si concentra generalmente tra settembre e novembre. In alcune zone può iniziare già alla fine di settembre, mentre ottobre è spesso il mese centrale della stagione. La durata dipende dalle varietà e dalle condizioni climatiche della zona. Non esiste quindi un giorno valido per tutta Italia.
Una buona regola è osservare il bosco. Se trovi molti ricci aperti e castagne già cadute, probabilmente la stagione è iniziata. Se invece la maggior parte dei frutti è ancora sull’albero o dentro ricci chiusi, potrebbe essere necessario aspettare.
La regola numero uno: raccogliere solo dove è consentito
È forse la cosa più importante da sapere prima di partire. Il fatto che una castagna sia caduta a terra non significa che chiunque possa raccoglierla. Se il bosco o il castagneto è privato, bisogna avere il diritto di raccogliere i frutti. Nel Lazio, per esempio, il regolamento forestale stabilisce che la raccolta dei frutti e dei semi forestali nei boschi è consentita ai proprietari e agli aventi diritto, purché avvenga in quantità e con modalità tali da non compromettere la rinnovazione del bosco o danneggiarlo. La situazione può inoltre cambiare nelle aree naturali protette, dove possono essere previste regole specifiche.Prima di entrare in un bosco, quindi, controlliamo attentamente sempre la segnaletica e le disposizioni del Comune, dell’area protetta o del proprietario.
Come capire se una castagna è matura?
Una castagna pronta per essere raccolta è generalmente già caduta dall’albero. Il riccio può essere ancora presente, ma spesso è aperto e lascia vedere i frutti al suo interno. Una volta raccolta, possiamo osservare alcuni elementi:
- la buccia deve essere integra e dall’aspetto sano
- il frutto dovrebbe essere consistente e non eccessivamente leggero
- da evitare castagne con muffe, marciumi o evidenti fori
- meglio scartare quelle molto danneggiate
Anche la tempestività è importante. Le indicazioni tecniche sulla castanicoltura raccomandano di raccogliere i frutti poco dopo la cascola, perché lasciarli a lungo sul terreno può favorire infezioni fungine e fenomeni di disseccamento.
Castagne o marroni? Non sono esattamente la stessa cosa
Prima di riempire il cestino, vale anche la pena chiarire una distinzione che spesso crea confusione. Le castagne sono generalmente associate ai castagni selvatici, mentre i marroni provengono da varietà selezionate e coltivate e tendono ad avere dimensioni maggiori e caratteristiche diverse.
Non significa che un frutto più grande trovato nel bosco sia automaticamente un marrone. La distinzione riguarda soprattutto la varietà e le caratteristiche botaniche e commerciali. Insomma, non basta guardare le dimensioni.
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Possiamo raccogliere le castagne da terra?
Sì, quando la raccolta è consentita. Anzi, aspettare che il frutto cada naturalmente è il comportamento più corretto. Non è necessario colpire violentemente i rami per far cadere i ricci e, soprattutto, non bisogna danneggiare gli alberi. La raccolta deve essere effettuata in modo da non compromettere il bosco. Nel Lazio, per esempio, la normativa forestale collega espressamente la raccolta dei frutti alla tutela della rinnovazione e alla prevenzione dei danni al bosco. La regola è semplice, raccogliere il frutto ma non danneggiare la pianta.
Cosa portare per andare a castagne?
Non serve un’attrezzatura particolare, ma qualche oggetto può rendere la raccolta decisamente più comoda. Possiamo portare:
- un cestino o un contenitore traspirante
- guanti, soprattutto per maneggiare i ricci
- scarpe da trekking o comunque con una buona suola
- pantaloni lunghi
- una piccola torcia se ci troviamo in zone dove la luce diminuisce rapidamente
- acqua e telefono carico
Il cestino, in particolare, è preferibile a un sacchetto completamente chiuso perché le castagne raccolte contengono umidità e hanno bisogno di essere conservate correttamente per evitare un rapido deterioramento.
Attenzione ai ricci
Sono belli da vedere, ma possono essere parecchio dolorosi da maneggiare. I ricci del castagno sono ricoperti di spine sottili e appuntite, quindi è meglio evitare di raccogliere i frutti a mani nude quando sono ancora circondati dal loro involucro. Possiamo utilizzare i piedi, con molta attenzione, per aprire un riccio già caduto oppure aiutarci con un piccolo strumento adatto. Non dobbiamo invece arrampicarci sugli alberi o scuoterli per far cadere i frutti.
Se troviamo un bosco pieno di castagne?
È probabilmente la scena che immaginiamo quando pensiamo alla raccolta, il terreno coperto di foglie, ricci e castagne. Ma proprio in quel momento dobbiamo ricordarci della prima regola. Prima di raccogliere, controlliamo dove siamo. Un bosco può essere privato, comunale, appartenere a un’azienda agricola oppure trovarsi all’interno di un’area protetta con una regolamentazione specifica. Nel Lazio la legge regionale sulla tutela dei boschi prevede inoltre una disciplina specifica per i prodotti forestali e stabilisce che nelle aree naturali protette restano ferme le normative proprie delle singole aree.
Insomma, il cestino può aspettare qualche minuto, prima viene il cartello all’ingresso del bosco.
Come raccogliere le castagne senza danneggiare il bosco
La raccolta dovrebbe essere il più delicata possibile. Evitiamo di:
- spezzare rami
- danneggiare la corteccia degli alberi
- scavare il terreno alla ricerca dei frutti
- utilizzare strumenti che possano ferire le piante
- raccogliere quantità eccessive
- lasciare rifiuti nel bosco
Anche il terreno ha un ruolo importante nell’ecosistema forestale. L’obiettivo non è semplicemente portare a casa più castagne possibile, ma raccoglierle senza trasformare una passeggiata nel bosco in un’attività dannosa.
Come conservare le castagne dopo la raccolta?
Una volta tornati a casa, il lavoro non è ancora finito. Per prima cosa eliminiamo le castagne danneggiate, troppo molli o con evidenti segni di muffa. Le altre possono essere controllate una per una e conservate in condizioni adeguate. Evitiamo soprattutto di lasciarle ammassate e umide per giorni, perché la castagna fresca è un prodotto facilmente deperibile. Se abbiamo raccolto una quantità importante, possiamo anche valutare metodi di conservazione più lunghi, come la surgelazione o l’essiccazione.
Il nostro consiglio
Controlliamo prima di raccogliere: se abbiamo intenzione di andare a castagne per la prima volta, il consiglio è semplice, non partiamo dando per scontato che il bosco sia liberamente accessibile. Controlliamo prima se la zona è privata, se si trova all’interno di un parco o di un’area protetta e se esistono regolamenti locali sulla raccolta. Poi scegliamo una giornata asciutta, indossiamo scarpe adatte e lasciamo che siano i frutti caduti naturalmente a indicarci il momento giusto. Perché l a vera regola d’oro della raccolta delle castagne è molto meno complicata di quanto sembri: raccogliere sì, ma con rispetto.
Qual è il periodo e la zona migliore per andare a castagne?
In Italia la raccolta si concentra generalmente tra la fine di settembre e novembre, ma il periodo varia in base alla zona, all’altitudine, alla varietà e alle condizioni climatiche. Ottobre è generalmente uno dei mesi più favorevoli, mentre in alcune aree la stagione può iniziare prima o terminare più tardi. La zona per raccoglierle dipende dalla proprietà del terreno e dalle eventuali regole locali o dell’area protetta. Nel Lazio, per esempio, la raccolta dei frutti forestali nei boschi è consentita ai proprietari e agli aventi diritto secondo modalità che non danneggino il bosco.