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I tessuti ecosostenibili usati nell'abbigliamento e nella biancheria

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Le fibre sostenibili più utilizzate per i capi di abbigliamento e biancheria

I tessuti naturali e sostenibili hanno il vantaggio di essere biodegradabili così da evitare l’uso della plastica che andrebbe smaltita. Se vogliamo far bene all’ambiente e ridurre l’inquinamento é un bene saper riconoscere i tessuti naturali prima di scegliere o acquistare un capo di abbigliamento e biancheria.

Nel campo dell’abbigliamento sono stati fatti alcuni passi per ridurre l’impatto ambientale della produzione tessile, anche se c’è ancora molto da perseguire. Un punto a favore è la lenta diffusione dell’utilizzo di fibre vegetali ed artificiali, tessuti green che rappresentano il futuro della moda sostenibile.

Oltre ad abiti realizzati in cotone, lino, canapa e seta, fibre molto diffuse e sicuramente presenti nel nostro armadio, esistono altri tessuti amici dell’ambiente. Ecco una piccola lista di fibre usate nel campo della moda che possiamo scovare negli store. Se non siamo capaci di riconoscerli al primo sguardo, basta scorrere le etichette.

- Cashmere, tessuto biologico e biodegradabile

- Poliestere, prodotta dal recupero delle bottiglie in plastica

- Nylon, prodotta dal recupero di reti da pesca

- Kapok, fibra proveniente da una pianta tropicale, tessuto morbido e leggero

- Sisal, ottenuta dalla pianta Agave proveniente dall’America centrale

- Canapa, isolante, protegge dal freddo e dal caldo, tra i tessuti più sostenibili

- Juta, fibra naturale tra le più economiche

- Viscosa, prodotta artificialmente partendo dalla cellulosa degli alberi

- Bamboo, fibra artificiale estratta dalla pianta omonima

- Lyocell, ibra artificiale ecologica estratta dalla polpa degli eucalipto

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