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PAPÀ

Come mai il papà non sopporta il pianto del bambino

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Il pianto del neonato è uno dei suoni più fastidiosi. È ovviamente un richiamo ed è l'unico modo che hanno i piccoli per dire ai genitori che hanno fame, sonno, male o semplicemente che vogliono le coccole, ma è anche un verso così acuto e ritmato da risultate irritante. Non sentirti quindi in colpa se fai fatica a tollerarlo. Di solito le mamme che non riescono a gestirlo o sono molto stanche o hanno un principio di depressione. È più facile che siano i papà a non tollerarlo, come mai?

Prima di tutto bisogna considerare che il papà si trova a stringere il piccolo senza una vera e propria preparazione: le mamme hanno avuto nove mesi per prepararsi alla nascita e molto spesso cullandolo nel pancione, lo hanno già conosciuto. I papà sono dei completi estranei, dunque è più difficile per loro relazionarsi con i piccolini. Molti papà si scoprono tali quando il bimbo compie circa sei mesi e inizia a interagire.

Gli uomini devono dunque accettare che i bambini piangano, a volte anche negli anni della scuola materna. Molto spesso non accettano le lacrime e le grida perché si sentono impotenti e un po' spaventati, mentre le mamme diventato abili nel leggere il pianto, nel comprendere ciò che stanno chiedendo i bimbi e nel calmarli, gli uomini hanno bisogno di più tempo. Per aiutare il partner, le mamme devono mostrargli qualche trucco: come prenderlo in braccio, come massaggiarlo, cosa cantare. Facendo pratica, si sentirà più fiducioso, sarà un po' meno nervoso e potrebbe persino godersi le sue nuove abilità.

I primi mesi di un neonato non sono sicuramente facili per nessuno. Un altro consiglio è quello di trascinare il papà ai controlli medici: parlare del problema con il pediatra potrebbe aiutarlo. Un confronto dirette potrebbe eliminare dello stupido stress di cui nessuno ha bisogno.

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