PRIMA INFANZIA

Mamma e papà sempre connessi: quali sono i rischi per i bambini?

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Non puoi chiedere a tuo figlio di non usare costantemente il telefono, il computer o un dispositivo digitale se non sei tu il primo a "deporre le armi". Hai mai contato le volte che consulti il tuo smartphone nell'arco della giornata?

Quante volte ti sei ritrovato a guardare il telefonino mentre sei con tuo figlio? E quante volte hai detto al tuo bambino che non deve stare davanti allo schermo? Purtroppo qui si cade nel famoso detto “predica bene e razzola male”, poco efficace a livello educativo. Ci hai mai riflettuto?

In media, un adulto tocca lo smartphone circa 300 volte al giorno. Capita sempre più spesso di consultarlo mentre sei in compagnia di qualcuno. Questo atteggiamento si chiama "phubbing": è la contrazione delle parole inglesi "phone" e "snubbing" e descrive la cattiva abitudine di ignorare o mettere da parte una persona per utilizzare il proprio smartphone, piuttosto che comunicare con lui o con lei. E lo si fa anche con i bambini.

Il phubbing può minare la qualità del legame genitore-figlio. In effetti, si parla molto delle conseguenze della sovraesposizione dei bambini agli schermi, ma alcuni genitori tendono ad “abbandonare” i loro figli perché iperconnessi. Quali sono le conseguenze? Sicuramente si perde il contatto umano.

Quando l'adulto scompare regolarmente dietro il telefono, si allontana dal bambino, che sente una molteplicità di "liberazioni". Queste liberazioni sono simili a delle perdite che evocano il "complesso del genitore morto", che a sua volta descrive gli effetti deleteri dell'assenza psichica del genitore troppo assorbito da sé.

Non dovresti sentirti in colpa per il tempo che passi al telefono. Non sei schiavo di tuo figlio. Un genitore ha diverse identità: quella di genitore, ma anche quella di amante, amico, collega… Devi quindi mantenere tutte queste identità all’interno di un giusto equilibrio. Si tendono a idealizzare un po' le relazioni prima dello smartphone, perché si parlava di più, dove oggi non ci sono conversazioni reali. L’assenza di conversazioni, però, non è causata dallo smartphone, ma devi chiederti perché preferisci stare attaccato al telefonino invece di parlare con la tua famiglia?

Il cellulare è diventato un vero e proprio strumento di lavoro. E grazie al telefono, un genitore che lavora da casa ha la libertà di andare a prendere il figlio prima a scuola, ma deve anche accettare di dover rispondere al suo capo se lo chiama mentre "lui è con il suo piccolo". In questo caso, usare il telefono mentre sei con tuo figlio diventa quasi obbligatorio. Devi però fare in modo che ci siano dei tagli alla fine della giornata lavorativa e riuscire a imporre dei limiti: non si può essere raggiunti per lavorare a tutte le ore del giorno e della notte.

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