Quante emozioni e lacrime, a seguire in tv La piccola casa alla prateria, la serie statunitense del 1974 (trasmessa in Italia nel 1977 dalla Rai) che ci tenne compagnia per ben 9 stagioni! Chi non la ricorda? Forse le nuove generazioni non sanno chi sia Laura ingalls e la sua famiglia. C’è da dire che Laura in realtà non è solo la protagonista ma anche l'autrice della saga di romanzi da cui è tratta la produzione televisiva.
Per chi non ne sa ancora nulla, o ne è incuriosito, arriva il reboot della serie, in partenza il 9 luglio su Netflix con spunti moderni e un pizzico di ritmo per cui possa essere apprezzata dal pubblico del 2026, e forse anche dai ragazzi abituati a scrollare TikTok.
Guardiamo in faccia la realtà: rimettere mano a un classico sacro come La casa nella prateria è un’operazione pericolosa. Chi ha vissuto gli anni '70 e '80 ricorda perfettamente il rituale ad ogni episodio: fazzoletti alla mano, accensione del televisore, pronti a lasciarci coinvolgere per l'ennesimo raccolto andato a male a Walnut Grove, per il carro impantanato o rotto nel bel mezzo della traversata di qualche fiume, o per le cattiverie di Nellie Oleson, la ragazzina vipera, vero tormento per la protagonista. Eh sì, di scene "melodrammatiche" ce ne erano in abbondanza.
Laura ingalls Wilder, autrice e protagonista
La storia della famiglia Ingalls, nei libri, si svolge nell'ultimo trentennio del 1800 e parte da un volume prequel intitolato Nei grandi boschi del Wisconsin, dove Laura viveva ancora vicino ai nonni e agli zii. Lei è ancora piuttosto piccola ed è la seconda di tre sorelle: Mary, che è la più grande e Carrie, la più piccola. I volumi della saga sono otto, scritti tra il 1935 e il 1943.
Dal Wisconsin la famiglia di pionieri si trasferisce prima in Kansas, poi in Minnesota e, infine nelle praterie del Dakota. Laura è socievole, testarda, aperta al prossimo, dal grande cuore per cui quando c'é bisogno di aiutare qualcuno non manca mai. Specchio dell’educazione e dell'empatia che papà Charles e mamma Caroline avevano messo in campo nella crescita delle tre figlie.
I volumi
Se leggi i romanzi dopo la serie storica potresti rimanerne deluso. Ma si tratta di cronache di vita rurale, di sopravvivenza, di piccoli gesti quotidiani e di una crescita personale. Sono momenti intimi. La vita degli Ingalls sulle pagine è più cruda, meno melodrammatica, lenta. Una narrazione semplice e lineare per spiegare ai giovani lettori che rivoluzioni e cambiamenti avesse vissuto l'America nel giro di pochi decenni (come l'avvento di ferrovie, telegrafo, fotografia) e di quanto fosse dura la vita dei pionieri, dei pericoli nei territori indiani, ma sostenuta però dalla vita all'aria aperta, in mezzo alla natura più selvaggia, all'armonia e il calore familiare, alla solidarietà tra vicini di casa.
Perché dovresti vedere un nuovo adattamento, il reebot di un cult televisivo come la casa nella prateria?
E' un’occasione per riunire tutta la famiglia sul divano. La storia di Laura Ingalls è, comunque, immortale, perché parla di legami, di crescita e di speranza.
E anche noi abbiamo un gran bisogno di quella genuina speranza! E poi vedremo gli amati personaggi con differenti e più moderne sfaccettature (come ad esempio la figura di Nellie che sarà meno "macchietta”, più classica e complessa adolescente che potremmo ritrovare ai giorni nostri). Ci sarà più tensione, situazioni di reale difficoltà, scene drammatiche, la lotta contro gli elementi della natura proprio come nei libri, e meno nostalgia sdolcinata o scene da "soap opera". Sei incuriosito?