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INTERPRETAZIONE DEI SOGNI

Il perchè dei sogni

LEGGI IN 2'

"I sogni son desideri"

L’argomento ‘sogni’ affascina, da sempre, l’intera umanità che cerca di dare una spiegazione a tutti quei viaggi che, di notte, affrontiamo con la nostra mente.

Sono molti gli specialisti che affermano che i sogni, in realtà, altro non siano che una mera necessità del nostro cervello, con una specifica funzione diversa a seconda delle varie fasi del sonno. Dimentichiamo, dunque, Cenerentola, che nel celebre cartone animato della Walt Disney affermava che “i sogni sono desideri” e andiamo a scoprire il perché di certi sogni notturni.

Sleep-effect

Il monitoraggio degli specialisti ha dimostrato che il sonno esercita un’influenza positiva sul funzionamento della memoria, chiamata sleep effect.

Lo sleep effect è dovuto a diversi fattori, ad esempio alla riduzione delle interferenze causate dagli stimoli esterni che si verifica mentre si dorme, ma è anche la conseguenza di una funzione attiva del sonno nel consolidare le informazioni che sono presenti nella memoria. Proprio questa funzione si pensa sia collegata ad un’azione specifica dei sogni.

La doppia fase del sonno

Il sogno della prima fase, quindi, servirebbe soprattutto per stabilizzare il rafforzamento della memoria, mentre il sonno e i sogni della fase REM giocherebbero un ruolo nel riorganizzare il modo in cui i ricordi sono immaganizzati, consentendo al cervello di integrare le nuove esperienze con quelle immagazzinate.

Il lavoro svolto dal cervello, in questa fase, è molto simile a quello dell’archivista che riorganizza il materiale in modo da poter essere gestito organicamente vicino a quello già presente in archivio, senza che si creino confusioni e sovrapposizioni di alcun genere.

Sogni ad occhi aperti

Il fattore interessante è che la funzione di riorganizzazione della memoria viene attivata anche nel corso di quella particolare modalità di sogno che è il ‘sogno ad occhi aperti’. La mente vaga apparentemente lontano, eppure in quel momento il cervello è attivo nella rielaborazione dei dati in suo possesso, come hanno dimostrato le ricerche sul consumo di ossigeno, che è altrettanto elevato durante i compiti impegnativi, quanto durante il sogno ad occhi aperti.



Secondo studi recenti, nel cervello esiste una specie di organo interno che è stato chiamato ‘network di default’, che si attiva tutte le volte che il cervello è in condizioni di riposo, il cui compito è verosimilmente proprio quello della riorganizzazione interna delle informazioni passate e la preparazione di azioni e scelte future.

Attenuare i ricordi spiacevoli

Un'altra funzione dei sogni, stavolta quelli veri, notturni, e soprattutto di quelli della fase REM, frequentemente minacciosi o comunque ad alto contenuto emotivo, è quella di erodere progressivamente l'impatto emotivo dei ricordi di eventi spiacevoli, per far perdere loro forza, facilitandone l'integrazione non conflittuale nella memoria.

Un meccanismo che non funzionerebbe nelle persone affette da quella particolare condizione patologica che è il disturbo post-traumatico da stress, nel quale eventi traumatici realmente vissuti continuano a ripresentarsi nei sogni con tutti i dettagli e tutta la loro potenza psicologica distruttiva.

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