Il ritorno alla routine per gli adolescenti che si apprestano a tornare in classe dopo mesi di vacanza può essere motivo di scontro in famiglia. Dopo settimane caratterizzate da orari più elastici, serate trascorse fuori, sveglie rimandate e molto più tempo libero, settembre riporta improvvisamente scuola, compiti, sport, impegni e orari da rispettare. E insieme alla routine tornano anche alcune discussioni che durante l'estate sembravano quasi dimenticate: quando spegnere lo smartphone, a che ora rientrare, quando andare a dormire, quanto tempo dedicare allo studio. Come uscirne fuori indenni?
In estate è normale cambiare le regole
Durante le vacanze la routine familiare tende inevitabilmente ad allentarsi. Si va a dormire più tardi, ci si sveglia senza la necessità di puntare la sveglia, si trascorre più tempo con gli amici e spesso anche l'utilizzo dello smartphone aumenta. Per un adolescente, inoltre, l'estate rappresenta uno spazio importante di autonomia e di uscite, anche serali.
Per questo, al rientro a scuola, non è utile interpretare ogni resistenza come una provocazione. Se per settimane un ragazzo ha avuto il permesso di rientrare più tardi, non è strano che faccia fatica ad accettare un nuovo orario. Se ha utilizzato il telefono fino a tarda sera, può vivere il nuovo limite come una perdita improvvisa di libertà.

Come cambiare le regole quando inizia la scuola
Un passaggio spesso sottovalutato consiste nel comunicare per tempo che la routine sta per cambiare. Anche un adolescente, se coinvolto, può comprendere che determinati comportamenti devono essere modificati perché cambiano le esigenze della giornata.
Si può, per esempio, parlare insieme di:
- orario della sveglia;
- momento della giornata in cui studiare;
- tempo da dedicare allo smartphone;
- orario massimo per uscire e rientrare;
- momento in cui andare a dormire;
- attività sportive e altri impegni extrascolastici;
- tempo libero da trascorrere con gli amici.
Una delle difficoltà maggiori del rientro è recuperare il ritmo. Il sonno, in particolare, può risentire parecchio delle abitudini estive. La tentazione può essere quella di anticipare drasticamente l'orario in cui andare a letto. Ma imporre improvvisamente una regola molto diversa da quella seguita per tutta l'estate può generare soprattutto discussioni. Meglio procedere gradualmente, quando possibile, riportando il sonno verso gli orari necessari per affrontare la scuola.
Una routine efficace non si costruisce soltanto stabilendo l'ora in cui spegnere la luce. Anche quello che succede nelle ore precedenti può aiutare il corpo e la mente a rallentare. Una possibile routine serale può prevedere:
- cena a un orario abbastanza regolare;
- preparazione dello zaino e dei vestiti per il giorno successivo;
- conclusione dei compiti e degli impegni scolastici;
- un momento di relax;
- progressiva riduzione dell'uso degli schermi;
- preparazione per andare a dormire.
Smartphone e uscite: due problemi da non sottovalutare
Anche lo smartphone è uno dei terreni di scontro più frequenti in famiglia.Non è soltanto uno strumento per giocare o guardare video: per gli adolescenti è anche il luogo delle relazioni, delle chat, dell'intrattenimento e, in parte, della loro vita sociale. Per questo togliere il telefono senza spiegazioni può essere percepito come un attacco alla propria autonomia.
Questo non significa che non debbano esserci limiti. Al contrario, stabilire regole chiare sull'utilizzo dello smartphone può aiutare a proteggere sonno, studio e momenti familiari. Non esiste un unico modello valido per tutte le famiglie. Le regole dovrebbero essere proporzionate all'età e al grado di autonomia del ragazzo. Alcuni punti possono però essere discussi insieme:
- niente smartphone durante i pasti;
- niente telefono durante lo studio, salvo quando serve per attività scolastiche;
- stabilire un momento serale oltre il quale lo smartphone non viene utilizzato;
- evitare, quando possibile, che il telefono venga utilizzato a letto;
- concordare cosa succede durante le uscite con gli amici;
- chiarire quali comportamenti online non sono accettabili;
- verificare insieme le impostazioni di privacy e sicurezza.
Con la crescita arriva anche il desiderio di trascorrere più tempo fuori casa. Per molti genitori questo rappresenta uno dei passaggi più delicati: concedere maggiore libertà significa anche accettare di non poter controllare direttamente ogni situazione.
Anche in questo caso, meglio essere molto concreti. Un adolescente dovrebbe sapere dove può andare, con chi, come tornare e a che ora deve essere a casa. Le regole del ritorno a casa possono cambiare con l'età e con il livello di responsabilità dimostrato. Può essere utile stabilire in anticipo:
- orario di uscita e rientro;
- modalità per comunicare eventuali ritardi;
- persone con cui si può uscire;
- mezzi utilizzabili per tornare a casa;
- cosa fare in caso di emergenza;
- conseguenze concordate se un accordo non viene rispettato.

Come non trasformare ogni regola in una guerra quotidiana
Quando arriva settembre, è facile che ogni momento della giornata diventi una trattativa: “Metti via il telefono”, “Hai fatto i compiti?”, “A che ora torni?”, “Vai a dormire”. Se possibile, conviene evitare che l'intera relazione genitore-figlio venga organizzata intorno al controllo.
Una strategia può essere quella di scegliere poche regole davvero importanti e mantenerle con coerenza. Troppe prescrizioni, soprattutto se difficili da rispettare, rischiano di generare conflitti continui e di perdere efficacia.
Le regole fondamentali possono riguardare:
- sonno e riposo;
- scuola e responsabilità;
- uso dello smartphone;
- sicurezza durante le uscite;
- rispetto reciproco.
Tutto il resto può essere negoziato, a seconda dell'età e delle caratteristiche del ragazzo.