Negli ultimi anni, il panorama digitale globale ha subito una trasformazione radicale sul piano normativo. Preoccupati per l'impatto degli algoritmi sulla salute mentale, la diffusione di contenuti inappropriati e il fenomeno del cyberbullismo, numerosi governi hanno varato leggi senza precedenti per limitare o regolamentare l'accesso dei minori alle piattaforme social. Quello che un tempo era lasciato alla discrezione dei genitori o all'autoregolamentazione delle Big Tech, oggi è oggetto di sanzioni multimilionarie e obblighi di verifica dell'identità.
Australia: Il pioniere del divieto assoluto under 16
L'Australia si è distinta come il primo paese al mondo ad implementare una normativa di estrema severità attraverso l'emendamento dell'Online Safety Act. A partire dal 10 dicembre 2025, è entrato in vigore il divieto assoluto di accesso ai social media per tutti i minori di 16 anni. La particolarità della legge australiana risiede nel fatto che non è ammesso il consenso dei genitori per aggirare il limite: le piattaforme hanno l'obbligo legale di impedire l'iscrizione e rimuovere gli account esistenti. Le aziende che non adottano "misure ragionevoli" per la verifica dell'età rischiano sanzioni fino a 49,5 milioni di dollari australiani.
Francia e l'Unione Europea: Il limite dei 15 anni
In Europa, la Francia guida la linea dura. Nel gennaio 2026, l'Assemblea Nazionale ha approvato una legge che fissa a 15 anni l'età minima per l'accesso indipendente ai social. Il governo francese, sostenuto dal Presidente Macron, punta a rendere la misura operativa entro settembre 2026. Altri paesi europei stanno seguendo percorsi simili:
- Norvegia: ha proposto di innalzare l'età minima da 13 a 15 anni, con un forte sostegno pubblico per l'uso di sistemi di verifica elettronica.
- Spagna: è in fase di esame un disegno di legge per vietare l'accesso ai social agli under 16, integrando la verifica dell'età tramite un portafoglio digitale (cartera digital).
- Regno Unito: con l'Online Safety Act, ha imposto doveri di cura rigorosi alle piattaforme, obbligandole a proteggere i minori da contenuti dannosi e a verificare l'età degli utenti per l'accesso a materiale sensibile.
Stati Uniti: La frammentazione tra leggi statali e federali
Negli Stati Uniti, il dibattito si è spostato sui singoli stati. Mentre a livello federale si discute il Kids Off Social Media Act, diversi stati hanno già agito:
- Utah: richiede il consenso verificato dei genitori e impone restrizioni notturne (coprifuoco digitale) per i minori.
- Virginia: ha introdotto limiti di tempo automatici (60 minuti al giorno) per gli account dei minori.
- California e Minnesota: hanno approvato leggi che impongono alle piattaforme di visualizzare avvisi sui rischi per la salute mentale e di disattivare funzioni additive come lo scorrimento infinito.
Gli strumenti di verifica dell'età
La sfida principale per tutti questi paesi resta l'implementazione tecnica. Le metodologie attualmente sotto esame includono l'age estimation tramite intelligenza artificiale (analisi dei tratti del viso via video), l'uso di documenti d'identità digitali o sistemi di triangolazione dei dati bancari. L'obiettivo comune è creare una barriera efficace che non comprometta eccessivamente la privacy degli utenti adulti.