Negli ultimi tempi, tra le pieghe dei social media popolati dalla Gen Z e dalla Generazione Alpha, è emerso un fenomeno tanto virale quanto controverso: il face rating. Spesso inserito nel più ampio contesto del looksmaxxing, questa pratica sta trasformando la percezione del sé di migliaia di giovanissimi, trasformando il volto in un punteggio numerico.
Ma cosa si nasconde dietro questa ossessione per la valutazione estetica e perché esperti e genitori sono in allarme?
Cos’è il face rating?
Il face rating consiste nel sottoporre il proprio volto al giudizio della rete o di intelligenze artificiali per ottenere un voto in decimi. Il processo avviene solitamente in due modi:
- App e AI: esistono applicazioni specifiche che scansionano i lineamenti (distanza tra gli occhi, ampiezza della mandibola, simmetria) e restituiscono un verdetto numerico basato su standard estetici predefiniti.
- Community online: su piattaforme come TikTok, Reddit o Discord, gli utenti caricano le proprie foto chiedendo ad altri utenti di "votarli". Qui, il voto è spesso accompagnato da consigli (spesso brutali) su come migliorare il proprio aspetto.
Questa pratica è il pilastro del looksmaxxing, una tendenza nata in ambienti digitali che punta alla "massimizzazione" del proprio potenziale estetico attraverso routine di bellezza, esercizi facciali e, nei casi più estremi, chirurgia.
Perché è un pericolo per gli adolescenti?
Se a prima vista può sembrare un gioco superficiale, il face rating nasconde insidie profonde, specialmente per chi si trova in una fase delicata come l'adolescenza.
- La dismorfia corporea e l'autostima
Ricevere un 5 o un 6 da uno sconosciuto o da un algoritmo può essere devastante. Gli adolescenti tendono a interiorizzare questi numeri come verità assolute, portando allo sviluppo della dismorfia corporea: un'ossessione per difetti fisici minimi o inesistenti che compromette gravemente l'autostima e il benessere psicologico.
- Standard di bellezza irraggiungibili
Il face rating promuove un modello di bellezza standardizzato e spesso "filtrato". I parametri utilizzati (come la mascella "hunter" o la simmetria perfetta) ignorano la naturale diversità dei corpi umani e la fisiologia dello sviluppo, spingendo i ragazzi a inseguire ideali artificiali e spesso biologicamente impossibili da raggiungere in modo naturale.
- Pratiche rischiose e "Hardmaxxing"
Il desiderio di scalare la classifica del rating porta spesso i giovani verso pratiche pericolose. Si passa dal mewing (esercizi della lingua per definire la mascella) a forme di "hardmaxxing", che includono l'uso di integratori non controllati, skincare aggressiva non adatta all'età o, nei casi più gravi, la ricerca precoce della medicina estetica e della chirurgia maxillo-facciale.
- Il mercato del disagio
Attorno al face rating ruota un business che sfrutta le insicurezze dei ragazzi. Influencer e aziende promuovono prodotti miracolosi e programmi di allenamento facciale non validati scientificamente, capitalizzando sulla paura degli adolescenti di non essere "abbastanza attraenti" per la società digitale.