CONSIGLI DI VIAGGIO

Recensioni di viaggi: in Bretagna

Tra i viaggi che avrete fatto in Francia siamo sicuri che ve ricorderete almeno uno: magari sarà Parigi, o i Castelli della Loira, o ancora la Costa Azzurra. In ogni caso vi manca qualcosa di speciale e di profondamente diverso.
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Il vostro tour bretone può cominciare da Parigi, dove, noleggiata un’auto, potete dirigervi verso la parte nord della Bretagna e visitare l’antica città dei pirati Saint Malo, caratteristica, anche se, completamente (e un po’ artificiosamente), ricostruita. Fate poi una  puntata alla splendida Cote d’Emeraude, quindi traversate trasversalmente tutta la penisola e godetevi la costa meridionale. Non perdete la celebre zona archeologica di Carnac, dove tra i 3000 monumenti megalitici allineati secondo i punti cardinali o le traiettorie del sole e delle stelle, ritroverete quel senso di mistero e di misticismo che pervade tutta questa terra. Ma il protagonista, che non può mancare nelle nostre recensioni di viaggi, in Bretagna è il mare. Sì, il mare che lambisce 1700 Km di coste ed è dispensatore di alimenti prelibati come le ostriche, i gamberetti, le aragoste e le celeberrime coquille Saint Jaques, prelibate per il palato, ma anche sacro simbolo  per  i pellegrini di Santiago de Compostela. E ancora il mare che col suo immenso e avvolgente respiro vi sorprende ogni mattina al vostro risveglio nel vostro  piccolo albergo sulla spiaggia: infatti vi addormentate  la sera guardando l’oceano dalla finestra e vi destate il giorno dopo, sorpresi, scorgendo le stesse  azzurre acque lontano almeno a un chilometro di distanza. È il fenomeno delle maree con cui qui la natura ci ricorda prepotentemente la sua magica presenza.

Di certo la Bretagna non finisce qui e noi, anche se non vorremmo mai terminare le recensioni dei viaggi che ci appassionano, avremmo da dirvi ben altro, ma lo spazio è tiranno. Ci sono da vedere città come Nantes e Brest. C’è da andare alla Pointe du Raz, estrema prua dell’Europa sull’Atlantico, che lì è sempre in tempesta, al punto da far dire a Baudelaire: “Nul n’a passè la pointe du Raz sans peur ou sans douleur” a causa dei frequenti naufragi al largo di questa punta.

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