ALL'ESTERO

Il Natale nel mondo

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Un viaggio intorno al mondo

Il cenone della Vigilia, il pranzo di Natale, il regalo sotto l’Albero o, ancora, Babbo Natale e le sue renne. Queste sono solo alcune delle tradizioni che in tutto il mondo si ripetono anno dopo anno. Ma ogni nazione conserva alcune caratteristiche che rendono la festività unica e inimitabile, tradizioni e usanze fortemente legate alla terra e al suo folklore. 

Un’occasione per scoprire tanti Natali insoliti, vicini e lontani, apparentemente differenti dal nostro ma che in realtà si rifanno alle stesse antiche credenze e ai medesimi significati magici e spirituali della ricorrenza natalizia. Un viaggio intorno al mondo che porta a scoprire le tante differenze, ma anche tutte le somiglianze del giorno di Natale.


Finlandia, terra del Natale

Sentito e festeggiato in tutto il mondo, il Natale trova, in realtà, la sua massima rappresentazione in Finlandia, terra di neve e di renne. La notte della Vigilia, i bambini finlandesi aspettano con ansia l’arrivo di Babbo Natale, un vecchio signore barbuto che vanta la sua residenza proprio in queste regioni, all’interno di una montagna chiamata Korvatunturi.

Si dice che quest’ imponente montagna sia dotata di tre orecchie, caratteristica che  permette a Babbo Natale di ascoltare i messaggi provenienti dai bambini di tutto il mondo. L’ingresso alla sua dimora, però, resta ancora un mistero, destinato, inevitabilmente, a diventare una leggenda.

Spagna, un mese di celebrazioni

Spagna, paese religiosamente devoto, inizia le celebrazioni natalizie ad inizio dicembre, con l’Immacolata Concezione, e prosegue tutto il mese tra appuntamenti fissi e usanze da non dimenticare. Oltre alla preparazione dei tradizionali presepi spagnoli, i ‘Nacimientos’, dicembre è mese in cui si cantano ed ascoltano i ‘Villancicos’, canti natalizi che esprimono stati d’animo felici ma che risultano spesso nostalgici.

Dicembre è anche un mese di passaggio, in cui bisogna prepararsi al meglio per accogliere il nuovo anno. Per farlo è usanza che le famiglie donino vestiti e cibarie ai più poveri, azione che permetterebbe loro di guadagnarsi la fortuna necessaria per entrare nel nuovo anno.

Germania ed Austria: la tradizione dell'albero

I bambini austriaci e tedeschi sono devoti a San Nicola (St. Nicholas) e attendono fervidamente il suo arrivo sfogliando il tipico calendario dell’avvento, con le finestrelle da aprire giorno per giorno, dietro le quali scovare qualche delizioso dolciume, o decorando una corona di rami di pino intrecciati con quattro candele rosse.

L’albero di Natale, originario della Foresta Nera, ricopre un ruolo importantissimo nella tradizione natalizia di questi paesi: viene allestito nelle case, nelle piazze, nelle chiese e persino nei cimiteri. I più piccoli, la notte di Natale, lasciano la loro letterina indirizzata a San Nicola sul davanzale della finestra e la cospargono di colla e zucchero, per renderla più visibile nell’oscurità della notte.

Polonia: un presepe tradizionale

In Polonia le festività della vigilia iniziano con la comparsa della prima stella in cielo, la notte del 24. Il cenone ruota tutto attorno all’opplatek, una fetta di pane azzimo riportante le immagini di Gesù, Maria e Giuseppe. La tavola, fastosamente apparecchiata, nasconde un sottile strato di paglia, per ricordare l’umiltà sottesa a questa festività.

La ricchissima cena, composta spesso da 12 portate, prevede di lasciare sempre qualche posto libero attorno alla tavola, utile ad accogliere i membri della Sacra Famiglia, nel caso passassero di lì quella notte. Il presepe tradizionale lascia il posto ad una tradizione nazionale: lo szopka, una rappresentazione a due piani sulla cui cima è rappresentata la Natività, mentre, sul livello inferiore, scene tratte dai miti nazionali.



I Balcani, una moltitudine di tradizioni

I Balcani sono una regione ricca di tradizioni diverse, confluite in un unico luogo. Anche il Natale, infatti, racchiude un folklore ricco e vario. Al calar del sole ha inizio un rito complicatissimo, che coinvolge tutta la famiglia: tra preghiere e auguri si benedice un piccolo tronco con acqua santa, quindi si accende il fuoco e vi si gettano sopra manciate di grano.

Ogni partecipante, a tavola, possiede un piccolo cero, con cui celebrare la nascita di Cristo. Al termine delle preghiere, il più anziano tra i presenti raduna tutti i fuochi, a simboleggiare la concordia, e dà il via alla cena. Il grano e la quercia rossa sono gli elementi più caratteristici. Quest’ultima, in particolare, costituisce motivo di riunione di tutta la famiglia che, un tempo, si recava unita ad abbatterne il tronco, per trasportarlo e celebrarlo nelle abitazioni.



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