DONNE E LAVORO

Cristina Fogazzi alias L'Estetista Cinica: è giunta l'ora di essere belle vere

Cristina Fogazzi è la proprietaria di BellaVera, uno dei centri estetici più rosa e frizzanti di Milano, un posto così glamour che ci puoi arrivare solo con il passaparola. Il suo nome ti ricorda qualcosa? Probabilmente perché lei è la mitica Estetista Cinica, la dispensatrice di consigli taglienti a tutte noi “fagiane”, commenti al vetriolo sulla cellulite e verità che non vorresti sentire sull’industria cosmetica. Poi c’è anche il VeraLab, lo shop on-line che ha ottenuto in pochi mesi un traffico prodigioso vendendo i prodotti pensati da Cristina, sempre con la stessa filosofia: dispensare bellezza ad alto contenuto di verità.
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Come nasce l’Estetista Cinica?

Nasce dall'insofferenza. Il mondo del beauty promette più miracoli della chiesa cattolica. Non succede solo alle clienti ma anche a noi professioniste: c’è sempre qualcuno che arriva a promettere risultati roboanti, a fare promesse che non si possono mantenere. I media pubblicizzano i rimedi anticellulite con donne che non sapranno mai cos’è in tutta la loro vita. Ad un certo punto è inevitabile pensare: “Sono io l'unica st****a su cui non funziona?” ma la verità è che ci sono cose che si possono fare e altre no e, purtroppo, la cellulite è totalmente indifferente alle strategie di marketing. Il personaggio dell’Estetista Cinica – che sarei io – parte da un’intuizione avuta parlando insieme ad una cliente particolare: la strategist al femminile Veronica Benini alias Spora. Stava facendo dei trattamenti e le ho detto che mi sarebbero piaciute delle vignette. Lei ci ha pensato un attimo e ha deciso che “avremmo spaccato”, così è nata l’Estetista Cinica.

La Cinica quindi è una realista? È questo il segreto del tuo successo?

Essere ciniche è liberatorio per le donne. Se una chiede “cosa devo fare per le smagliature” la risposta paradossale – ma vera – è “non guardarle”. Ci si dimentica di dire alle donne che vanno bene anche così come sono e che con alcune problematiche devono convivere senza farne un dramma. Quindi da un lato ci propongono modelle 25enni dalla pelle perfetta, dall’altro ci sono i programmi sulla chirurgia che ti fanno credere che in un attimo puoi diventare Sharon Stone, poi c’è la vera Sharon Stone che alla sua età deve ringraziare un DNA meraviglioso ma soprattutto Photoshop.

Una tua caratteristica è aver utilizzato un linguaggio molto schietto: credi sia uno dei motivi per cui sei così amata?

Dire la verità fa tirare un sospiro di sollievo. Certo che una crema può aiutare ma da sola non basta, solo che non lo dice nessuno per la paura di non fatturare.
Io invece ho dimostrato che il re è nudo ma vendo ugualmente le mie creme. Mi piace parlare della bellezza in maniera girly, leggera: non ci stiamo occupando di malattie mortali, di guerre o cambiamento climatico. Amo moltissimo il chirurgo plastico con cui collaboro, il dottor Enrico Motta, che con molta umiltà dice di non sentirsi un medico vero perché non salva vite. Dando il giusto peso alle cose, sto comunque chiudendo il 2018 con più di 4 milioni l'anno di fatturato, solo per lo shopping on line.

Come sei passata dal centro estetico BellaVera al mondo dell’e-commerce?

BellaVera si trova nel cuore della Milano borghese ma non si affaccia sulla strada e si è fatto conoscere con il passaparola. Facciamo trattamenti di estetica avanzata e non abbiamo mai fatto trattamenti base (cerette pedicure e cose così). Questo è il laboratorio dell’Estetista Cinica e non è replicabile: duplicare o ampliare il team sarebbe uno sforzo disumano che ho deciso di non fare. Qui sono nati i prodotti di VeraLab. I prodotti che mi proponevano per il lavoro in cabina avevano standard qualitativi troppo bassi e con scarso appeal per la vendita; prova a dirmi un marchio di prodotti venduto dagli estetisti veramente celebre, scommetto che non ti viene in mente. Nella nostra zona abbiamo una clientela che utilizza prodotti di lusso e qualsiasi crema da centro estetico non è all’altezza; conosco mille centri falliti perché obbligati a esporsi economicamente con l’acquisto di prodotti che i clienti non erano invogliati a comprare, così mi sono fatta fare le creme come le volevo io, nelle quantità che mi occorrevano. Le abbiamo messe on line per scherzo, credendoci poco, mandando dei kit alle influencer un po’ per ridere, senza aver fatto un vero investimento e mettendo le creme sottovuoto con le nostre mani. Il successo di VeraLab non era prevedibile ma marketing è andato di pari passo con lo sviluppo di un prodotto molto pensato, perché è il mio mestiere: faccio l’estetista e so cosa funziona. Non ti dirò mai che con una crema ti toglierò le rughe ma, con il sistema giusto, faremo in modo che la pelle rifletta bene la luce anche se il tempo passa.

Credi sia in atto una rivalutazione dei canoni estetici più stereotipati?
Vorrei dirti che in fondo vedo un po’ di luce ma poi mi scontro con la realtà. C'è ancora molta strada da fare. C’è stato il periodo degli efebi asessuati, poi sostituiti dal culto degli addominali. Continuiamo a vedere corpi dopati. Gli stereotipi estetici propongono corpi alieni perché – ti assicuro io, che ho visto più donne nude di Rocco Siffredi – le donne sono ancora fate con i fianchi e come gli angeli di Victoria’s Secret ne nascono dieci su un milione. Oggi Ursula Andress sarebbe curvy, per non parlare di Marylin Monroe o delle celebri maggiorate dagli anni ’50 in poi. Il problema di questa distorsione non colpisce tanto le donne adulte – più strutturate emotivamente -ma soprattutto le ragazzine.

Quali sono i sogni nel cassetto dell’Estetista Cinica?

Per prima cosa, realizzare una serie di pop-up store in cui puoi trovare la consulenza di una vera estetista. Poi vorrei diventare celebre come Estée Lauder o Elizabeth Arden ma con delle creme ancora migliori. La verità è che ho sempre potuto fare quello che volevo. Il mio lavoro è bello divertente e stimolante: non venderei l'anima al diavolo, cambiando le cose per avere successo.

Olivia Chierighini
Scritto da:

Olivia Chierighini

Giornalista e autrice, Olivia Chierighini scrive solo delle cose che ama di più, esclusi i gatti: le persone, la cultura e il cibo. Nonostante il lavoro quotidiano sul web, crede nell’imprescindibilità dei libri e del profumo della neve. Quando non legge, cucina: come tutti i bravi cuochi, ha un pessimo carattere ma ama la condivisione. Segno zodiacale Leone: ne incarna appieno tutte le qualità e i difetti.

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