SCUOLA

La rivoluzione delle vacanze

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Grembiuli, voti in condotta, maestro unico e adesso... Rivoluzione anche nei calendari, le innovazioni scolastiche non finiscono davvero mai. L'ultima idea è appunto quella di riformulare il "piano vacanze" degli studenti, intaccando quello che fin dagli anni Sessanta sembrava un baluardo inespugnabile: i tre mesi estivi con le aule chiuse. L'idea di "assottigliare" le vacanze estive è venuta alla provincia autonoma di Trento, che vorrebbe modellare il proprio calendario scolastico su quello della vicina Germania, dove in estate le scuole sono chiuse solo tra i 40 e i 60 giorni (secondo le disposizioni dei vari länd regionali).

L'idea di fondo è che è diseducativo tenere troppi mesi i ragazzi lontano da scuola,  e che ciascuna regione dovrebbe avere la possibilità di modulare un calendario vacanze secondo le proprie esigenze climatiche ed economiche. In Trentino, dicono i sostenitori della proposta (che è stata approvata, e sarà in vigore nell'anno scolastico 2010/11), è meglio avere periodi più lunghi di vacanze in inverno, per consentire alle famiglie di avere più possibilità di ferie durante quella che è la vera stagione turistica della regione, a  forte vocazione sciistica.

Altre regioni sembrano interessate all'esperimento. Sono ormai lontanissimi i tempi in cui erano le fabbriche, con la chiusura d'agosto, a stabilire tempi e modi delle vacanze italiane. Adesso si fa sentire l'esigenza di avere periodi di vacanza più liberi, magari meno lunghi ma con frequenza maggiore nell'arco dell'anno.

Guardando all'estero, si vede che l'idea è già diffusa. In Francia le vacanze estive sono di circa due mesi, e quelle di Natale, Pasqua e Carnevale di due settimane. In Gran Bretagna ogni trimestre c'è una settimana di vacanza; inoltre ci sono tre settimane a Pasqua, due a Natale e due mesi in estate. L'Olanda ha circa un mese e mezzo di ferie estive, poi una settimana in autunno, una in primavera e due a Natale e Carnevale. Solo l'Italia vanta una pausa estiva tanto lunga che forse sarà abbandonata con pochi rimpianti.

Negli anni Sessanta infatti a prendersi cura dei ragazzi nei tre mesi di vacanza c'erano madri casalinghe, nonni, parenti. Oggi la famiglia è radicalmente cambiata e tre mesi senza scuola sono un vero problema per i genitori che lavorano e devono dunque trovare tate o strutture attrezzate per non lasciare soli in casa i ragazzi più piccoli. Forse, vacanze più frequenti e meno lunghe sono davvero una soluzione niente male...

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