PRIMA INFANZIA

Caro Babbo Natale, io vorrei...

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Come ogni anno, eccoli alle prese con carta e penna intenti a scrivere la loro lettera a Babbo Natale. Giochi elettronici dagli effetti speciali, bambole parlanti dell'ultima generazione, cd dei loro idoli musicali e molto altro ancora. Sembra che siano proprio questi i regali più gettonati che i nostri figli vorrebbero trovare sotto l'albero il giorno di Natale. Loro, le idee pare le abbiano davvero molto chiare al contrario di noi genitori che spesso ci troviamo in seria difficoltà.

Come reagire di fronte alle loro richieste che a volte sono esorbitanti?
Esaudire ogni loro desiderio o assecondarli solo in parte? Noi l'abbiamo chiesto agli esperti.

Quali regali scegliere?

Secondo gli psicologi il regalo è molto importante e fa parte integrante della relazione che si instaura con i figli. A volte però, il dono si rischia di sostituirla completamente attraverso il dono. Per evitarlo occorre, allora, dedicare attenzione e tempo ai nostri figli.
In altre parole ciò significa che non vi è nulla di male a regalare un gioco elettronico se poi però passiamo del tempo con lui cercando di capire come funziona e giocandoci insieme. Il vero dono, insomma, è la qualità del tempo che gli dedichiamo.

Quanti pacchi sono consentiti?

Quanto al numero di pacchi da mettere sotto l'albero, il consiglio è comunque non esagerare. Se nella letterina l'elenco è interminabile, meglio limitare le sue richieste senza per questo provare sensi di colpa. Chiedere tanto, infatti, fa parte del gioco e a noi tocca saper dire anche qualche no. Basta farlo con affetto, senza ricorrere a inutili giustificazioni.
Oltretutto con troppi doni si rischia che il bambino non li apprezzi nella giusta misura e che ne faccia una "indigestione". Ci sono moltissime occasioni per fargli un regalo. Molti genitori, ad esempio, hanno l'abitudine di premiare il loro figlio quando porta a casa un bel voto. Su questo punto le posizioni degli psicologi si dividono nettamente. Secondo alcuni ciò finisce per facilitare emotivamente l'apprendimento. Per altri, invece, è una forma di ricatto che favorisce la cosiddetta motivazione estrinseca (quella che dipende da fattori esterni come lodi e premi) e non quella intrinseca, interna al soggetto.

In ogni caso, l'importante è che il regalo non diventi mai né per noi né per lui l'unico metro per misurare l'amore e l'affetto. Per un adeguato sviluppo affettivo è bene, infatti, fargli capire che esistono altri modi di gran lunga migliori per dare e ricevere amore come, ad esempio, ascoltarsi, coccolarsi e trascorrere del tempo insieme condividendo delle esperienze. Non solo a Natale ma tutti i giorni dell'anno.

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