ADOLESCENZA

Insegnagli a perdere

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Vincere! Questo è stato l'insegnamento più importante tramandato negli ultimi anni da padre a figlio, vincere a scuola, nel lavoro, nella vita per essere stimato e rispettato dagli altri, per amarsi di più. L'America e il Regno Unito, primi convinti sostenitori della vittoria a tutti i costi, stanno facendo 'dietro front' ed ora diffondono una nuova corrente pedagogica rivoluzionaria che consiglia a genitori, docenti ed allenatori d'insegnare ai bambini come gestire ed accettare l'insuccesso o la sconfitta abbandonando così il mito della vittoria come unico premio finale.

I bambini spinti dai genitori alla competizione estrema rischiano di arrivare stremati alla maggiore età. Questi piccoli leader che si dividono tra corsi integrativi di lingua, sport ed altre discipline non sono ispirati da una personale concreta voglia di competizione, fino agli 11 anni infatti il bambino cerca un goal o un canestro oppure s'impegna per un voto d'eccellenza soprattutto per accontentare le persone che lo amano di più cioè i genitori. Raggiunta l'adolescenza o la maggiore età questo ragazzo spesso abbandona lo strumento musicale, le gare e gli impegni extrascolastici poiché comprende che non potrà mai essere un numero 'uno' e lascerà spazio ai coetanei più motivati.

La 'Football Association', la federazione del calcio inglese, ha vietato la pubblicazione dei risultati di tutti i campionati nei quali giocano bambini al di sotto degli 11 anni ed ha vietato le gare competitive tra bambini al di sotto degli 8 anni poiché lo sport deve essere prima di tutto puro divertimento. In America aumentano le iscrizioni ai corsi di yoga per i bambini, una disciplina utile a rinforzare l'armonia interiore. Per sentirsi veramente capaci si deve crescere in armonia con sé stessi, vivere felici di quello che si ottiene e stimolare le capacità di 'autoaiuto', un'abilità che ogni persona possiede naturalmente utile soprattutto per superare i momenti critici.

Ecco le 10 regole dettate dagli educatori che sono i cardini di questo nuovo pensiero pedagogico che parte da un'ottica sportiva:

  • Sia che tu sia stato un vincitore o un vinto riconosci sempre la bravura del tuo avversario.
  • Non vantarti della tua bravura, se hai talento tutti se ne accorgeranno e se sbaglierai non sarai preso in giro da nessuno.
  • Quando giochi lascia da parte l'aggressività, sii sempre educato con tutti e tutti lo saranno con te.
  • Ascolta sempre il tuo allenatore anche se non condividi le sue strategie.
  • Impegnati durante gli allenamenti e impara bene le regole del gioco, i tuoi meriti emergeranno dal tuo impegno.
  • Anche se sei il più bravo dai spazio a tutti.
  • Sostieni i tuoi compagni nelle vittorie come nelle difficoltà, loro faranno lo stesso con te.
  • Sii sempre corretto e non cercare d'imbrogliare, solo in questo modo darai un senso a quello che fai.
  • Rispetta il verdetto degli arbitri e non te la prendere per le loro decisioni.
  • Non incolpare gli altri per i mancati successi, cerca di capire le motivazioni di quello che è accaduto stando insieme agli altri, comprenderai meglio anche te stesso.

In Italia si sta sviluppando il settore del 'coaching' e quello del 'counselling': il primo affida ad un esperto la guida della persona stimolando gli obiettivi personali o professionali tramite colloqui, corsi o iniziative educative per ottimizzare le sue abilità mentre il secondo cerca di stimolare la capacità di 'autoaiuto' che ogni individuo possiede e che a volta viene smarrita nel corso della vita.

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