Con l'arrivo della primavera e l'innalzamento delle temperature medie, milioni di italiani si preparano a chiudere la stagione termica 2025-2026. La normativa italiana non prevede una data unica per tutto il territorio nazionale, ma si basa su una suddivisione climatica del Paese che tiene conto delle diverse condizioni meteorologiche tra Nord e Sud. Quest'anno la scadenza naturale del periodo di accensione segue il calendario stabilito dal DPR 74/2013, salvo eventuali proroghe o anticipazioni decise dai singoli sindaci in base a ondate di calore anomale o, al contrario, ritorni di freddo improvvisi.
Il calendario dello spegnimento suddiviso per zone climatiche
L'Italia è divisa in sei zone climatiche, identificate con le lettere dalla A alla F, che determinano il periodo massimo di accensione degli impianti. Nelle località più calde del Sud e delle isole, appartenenti alla Zona A come Lampedusa o Porto Empedocle, i termosifoni sono stati i primi a spegnersi già alla metà di marzo. Per la maggior parte delle città meridionali e delle zone costiere della Zona B, la data di riferimento per la chiusura è fissata alla fine di marzo. Man mano che si sale verso il Centro Italia e le zone tirreniche della Zona C, il limite massimo di esercizio degli impianti si estende fino ai primi giorni di aprile, garantendo il comfort domestico anche durante le serate primaverili ancora fresche.
Le scadenze di aprile per le grandi città del Centro e del Nord
Per la maggior parte della popolazione residente nelle zone D ed E, che comprendono grandi centri come Roma, Firenze, Milano, Torino e Bologna, lo spegnimento definitivo è previsto tra la metà e la fine di aprile. In particolare, la Zona D chiude solitamente la stagione intorno al 15 aprile, mentre la Zona E, che copre gran parte della Pianura Padana e delle aree collinari, permette di mantenere il riscaldamento attivo fino al 15 aprile con un orario giornaliero ridotto. Esiste infine la Zona F, che comprende le località alpine e i comuni più freddi, dove non vige alcuna limitazione temporale e i cittadini possono gestire l'accensione dei termosifoni durante tutto l'anno in base alle necessità climatiche effettive.
Regole sugli orari e possibili deroghe comunali
Oltre alle date di calendario, è fondamentale ricordare che ogni zona climatica impone un limite massimo di ore giornaliere di funzionamento che diminuisce progressivamente con l'avvicinarsi della primavera. Nelle settimane che precedono lo spegnimento definitivo, le ore consentite si riducono drasticamente rispetto ai mesi invernali per favorire il risparmio energetico e ridurre l'impatto ambientale. Tuttavia, i sindaci hanno il potere di emettere ordinanze specifiche per prolungare l'accensione in caso di temperature eccezionalmente basse o per abbreviarla in caso di inverni particolarmente miti. È sempre consigliabile consultare il sito istituzionale del proprio comune di residenza per verificare se siano state adottate misure straordinarie rispetto al piano nazionale.