In Italia i termosifoni si accendono in base alla zona climatica del tuo Comune: si parte il 15 ottobre nella zona E (gran parte del Nord, Milano compresa), si prosegue il 1° novembre nella zona D, il 15 novembre nella zona C e si arriva al 1° dicembre nelle zone A e B, mentre nella zona F non ci sono limiti nazionali. Attenzione però alle eccezioni locali: quest'anno l'Emilia-Romagna ha rinviato l'accensione al 1° novembre nei Comuni di pianura. Noi della redazione abbiamo già tirato fuori plaid e calzettoni e testato qualche strategia anti-bolletta: ecco cosa devi sapere per accendere al momento giusto e risparmiare da subito.
Il calendario dei riscaldamenti 2026-2027 zona per zona
Il calendario dei riscaldamenti si basa sul DPR 412/1993, che divide l'Italia in sei zone climatiche secondo i cosiddetti gradi-giorno, e sul DPR 74/2013, che fissa periodi e ore di accensione. Ecco le date per la stagione 2026-2027:
- Zona A (es. Lampedusa, Linosa): dal 1° dicembre al 15 marzo, massimo 6 ore al giorno.
- Zona B: dal 1° dicembre al 31 marzo, massimo 8 ore al giorno.
- Zona C (es. Napoli, Bari): dal 15 novembre al 31 marzo, massimo 10 ore al giorno.
- Zona D (es. Roma, Firenze): dal 1° novembre al 15 aprile, massimo 12 ore al giorno.
- Zona E (es. Milano, Torino, Bologna): dal 15 ottobre al 15 aprile, massimo 14 ore al giorno.
- Zona F (es. Belluno, Cuneo): nessun limite nazionale né di periodo né di ore.
Gli orari consentiti nelle zone dalla A alla E vanno dalle 5 del mattino alle 23: entro questa fascia puoi distribuire le ore come preferisci, per esempio al risveglio e la sera.
Le eccezioni locali di quest'anno
Comuni e Regioni possono anticipare o rinviare l'accensione, ridurre le ore giornaliere e perfino abbassare la temperatura massima con un'ordinanza motivata. Per il 2026, complici le previsioni di un inverno più mite, diversi territori del Nord hanno ritoccato il calendario: l'Emilia-Romagna ha spostato l'avvio al 1° novembre nelle zone di Pianura Est, Pianura Ovest e nell'Agglomerato di Bologna, mentre Bergamo ha rinviato di una settimana. Il consiglio pratico della redazione: prima di girare la manopola, dai un'occhiata al sito del tuo Comune o alla bacheca del condominio.
Temperatura massima: fino a quanto puoi scaldare casa
La temperatura massima consentita nelle abitazioni è di 20 °C, con una tolleranza di 2 gradi. Alcuni Comuni scelgono limiti più bassi: Milano, per esempio, nelle ultime stagioni ha fissato il tetto a 19 °C. E chi sfora rischia anche sanzioni.
Come risparmiare sul riscaldamento dal primo giorno
Risparmiare sul riscaldamento non significa vivere col cappotto in casa. Sappiamo quanto le bollette invernali possano pesare sui conti di famiglia: ecco le abitudini che a casa nostra hanno fatto davvero la differenza.
Prima dell'accensione: caldaia e termosifoni in ordine
La manutenzione della caldaia è il primo passo: un impianto pulito e regolato consuma meno e lavora in sicurezza, quindi se il controllo periodico è in scadenza prenotalo prima dei primi freddi. Abbiamo provato per voi anche a sfiatare i termosifoni da sole: bastano la chiavetta apposita (in ferramenta costa pochi euro), un panno e una bacinella. Se il calorifero è caldo sotto e freddo sopra, c'è aria nel circuito: a termosifone tiepido apri piano la valvolina finché esce acqua, poi richiudi.
Termostato, valvole e cronotermostato
Abbassare il termostato di un solo grado può ridurre i consumi di circa il 7%, secondo le stime più diffuse. Noi teniamo 19-20 °C nella zona giorno e qualche grado in meno in camera da letto, dove si dorme meglio al fresco. Le valvole termostatiche ti permettono di regolare ogni stanza in modo indipendente, mentre un cronotermostato programma accensioni e spegnimenti in base ai tuoi orari: niente più caloriferi accesi in una casa vuota.
I trucchi fai-da-te che fanno la differenza
Le piccole soluzioni fai-da-te costano poco e si sentono subito. Ecco le nostre preferite:
- Pannelli riflettenti: da applicare dietro i termosifoni sulle pareti esterne, rimandano il calore verso la stanza.
- Paraspifferi: sotto porte e finestre fermano gli spifferi.
- Termosifoni liberi: niente tende lunghe, mobili o panni stesi sopra, che trattengono il calore.
- Aria rapida: arieggia 5-10 minuti con le finestre spalancate e i caloriferi chiusi, invece di lasciare una finestra a vasistas per ore.
- Tende e tapparelle: aperte di giorno per far entrare il sole, chiuse la sera per trattenere il calore.
Un consiglio speciale per te
Il diario del calore è il piccolo esperimento che ti proponiamo per la prima settimana di accensione. Ogni sera annota su un quaderno la temperatura impostata, le ore di accensione e la lettura del contatore del gas: dopo sette giorni capirai dove limare senza rinunciare al comfort. E quando senti un brivido, prima di alzare il termostato prova un plaid morbido, un paio di calzettoni di lana e una tisana calda: spesso il benessere che cerchi è lì, a portata di mano.
Come faccio a sapere in quale zona climatica si trova il mio Comune?
La zona climatica di ogni Comune è indicata nell'elenco allegato al DPR 412/1993. Puoi trovarla anche sul sito del tuo Comune oppure chiederla all'amministratore di condominio, che conosce bene il calendario dell'impianto.
Chi ha il riscaldamento autonomo può accenderlo quando vuole?
Il riscaldamento autonomo segue le stesse regole su date, orari e temperatura massima previste per gli impianti termici in generale. La differenza è che puoi gestire in autonomia come distribuire le ore all'interno della fascia consentita.
Posso accendere i termosifoni prima della data prevista se fa molto freddo?
L'accensione anticipata è ammessa quando le condizioni climatiche lo giustificano, ma per un numero di ore giornaliere non superiore alla metà di quelle previste per la tua zona. Verifica sempre eventuali ordinanze del tuo Comune, che possono stabilire regole diverse.
