Arriva l’estate, applichi la protezione solare eppure le prime macchie solari sul viso (o sulle mani) iniziano a fare la loro comparsa. A questo punto la frustrazione è inevitabile e la domanda sorge spontanea: è normale che escano le macchie solari nonostante la protezione?
La risposta breve è: sì, purtroppo può succedere. Ma questo non significa che la protezione solare non funzioni. Significa semplicemente che la comparsa dell'iperpigmentazione dipende da una serie di fattori che vanno oltre il semplice "mettere la crema".
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La protezione solare non è uno schermo totale
Il primo mito da sfatare riguarda i numeri sulla confezione. Nessuna crema solare, nemmeno una con SPF 50+, blocca il 100% dei raggi ultravioletti.
Un filtro SPF 50 blocca circa il 98% dei raggi UVB (responsabili delle scottature). Il restante 2% penetra comunque nella pelle. Se la tua pelle è particolarmente incline all'iperpigmentazione o se soffri di melasma, quel misero 2% è più che sufficiente per svegliare i melanociti (le cellule che producono la melanina) e farti macchiare.
Inoltre, molte creme proteggono benissimo dagli UVB, ma sono meno efficaci contro gli UVA, che sono i veri responsabili dell'invecchiamento cutaneo e delle macchie solari profonde.
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Errori di applicazione (ne usi troppo poca!)
Molto spesso il problema non è il prodotto, ma come lo usiamo. Per ottenere la protezione indicata sul flacone, bisognerebbe applicare circa 2 milligrammi di crema per centimetro quadrato di pelle. Per il solo viso, significa la quantità equivalente a due strisce di crema stese sul dito indice e medio.
La maggior parte delle persone ne applica meno della metà. Se usi un SPF 50 ma ne metti pochissimo, la protezione reale sulla tua pelle potrebbe scendere drasticamente a un SPF 15 o 20.
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Non riapplichi la crema abbastanza spesso
La crema solare non dura tutto il giorno. I filtri solari si degradano sotto il sole, vengono rimossi dal sudore, dall'asciugamano e dai bagni in mare.
Se applichi la protezione alle 9 del mattino ed esci a fare una passeggiata alle 12, la tua pelle è praticamente scoperta. La regola d'oro è riapplicare il solare ogni due ore, e sempre dopo aver fatto il bagno o aver sudato molto.
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Fattori ormonali e farmaci fotosensibilizzanti
A volte la colpa non è del sole in sé, ma di quello che succede dentro il nostro corpo. Le macchie solari, in particolare il melasma (che si presenta come macchie diffuse su fronte, zigomi e baffetto), sono fortemente influenzate dagli ormoni.
Se sei in gravidanza, se assumi la pillola anticoncezionale o se stai seguendo una terapia ormonale, la tua pelle è iper-reattiva. In questi casi, anche la minima luce solare (o persino la luce blu degli schermi) può attivare la produzione di macchie, nonostante la crema.
Attenzione anche ai farmaci fotosensibilizzanti: alcuni antibiotici, antinfiammatori comuni (come l'ibuprofene) o profumi applicati prima di esporsi possono causare macchie cutanee.
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Non stai proteggendo la pelle dalla luce visibile
Studi dermatologici recenti hanno dimostrato che non sono solo i raggi UV a causare le macchie, ma anche la luce visibile ad alta energia (HEV), compresa quella del sole.
Le normali creme solari trasparenti non bloccano la luce visibile. Per farlo, hai bisogno di una protezione solare che contenga ossido di ferro. Dove si trova? Nelle creme solari colorate (le BB cream con SPF o i solari uniformanti). I pigmenti colorati fanno da barriera fisica anche contro la luce visibile, aiutando a prevenire le macchie molto meglio di un solare trasparente.