La cellulite è un inestetismo democratico che colpisce la stragrande maggioranza delle donne, indipendentemente dalla taglia o dall'allenamento. Tuttavia, definirla semplicemente "cellulite" è riduttivo. Per combatterla in modo davvero efficace, è fondamentale fare una distinzione cruciale: si tratta di cellulite edematosa o fibrosa?
Cos'è la cellulite edematosa
La cellulite edematosa rappresenta la fase iniziale (o stadio 1 e 2) del disturbo. La parola chiave in questo caso è "edema", che significa accumulo di liquidi.
Alla base di questa condizione c'è un malfunzionamento del microcircolo sanguigno e linfatico. I vasi capillari diventano più permeabili e lasciano fuoriuscire del liquido che ristagna tra le cellule adipose. Le zone più colpite sono generalmente le caviglie, i polpacci, le cosce e i glutei.
Come si riconosce la cellulite edematosa?
- La pelle appare gonfia e pastosa al tatto.
- Premendo con un dito sulla zona, l'impronta chiara rimane visibile per qualche secondo (segno del ristagno idrico).
- La classica "pelle a buccia d'arancia" si nota soprattutto se si pizzica la cute tra le dita o quando ci si siede.
- Spesso si accompagna a una sensazione di pesantezza e stanchezza alle gambe, soprattutto a fine giornata.
Cos'è la cellulite fibrosa
Se l'accumulo di liquidi e l'infiammazione iniziale non vengono trattati, la situazione si evolve verso la cellulite fibrosa (stadio 3).
In questa fase, il ristagno cronico dei liquidi priva i tessuti di ossigeno. Le cellule adipose si raggruppano in micronoduli e il tessuto connettivo circostante si irrigidisce, formando dei veri e propri cordoni fibrosi che tirano la pelle verso il basso. È qui che i setti fibrosi creano i famigerati "buchetti".
Come si riconosce la cellulite fibrosa?
- I noduli sono percepibili al tatto sotto le dita come dei piccoli granelli duri.
- La pelle a buccia d'arancia o "a materasso" è visibile a occhio nudo, anche senza stringere la pelle e sia in posizione eretta che distesa.
- La zona interessata può risultare più fredda rispetto al resto del corpo a causa della scarsa circolazione.
- Se si pizzica la pelle, si avverte un leggero dolore o fastidio, segno dell'infiammazione dei tessuti.
Come scegliere il trattamento giusto
Una volta individuata la tipologia, è il momento di agire con una strategia mirata. Trattare una forma fibrosa come se fosse edematosa (o viceversa) non darà benefici evidenti.
La strategia per la cellulite edematosa
L'obiettivo principale è drenare i liquidi e riattivare la circolazione. Per l'estetica e la medicina estetica, i trattamenti ideali sono il linfodrenaggio manuale, la pressoterapia e i massaggi con fanghi d'alga ad azione osmotica. Anche la carbossiterapia si rivela eccellente per riossigenare i tessuti dall'interno. A casa, è utile applicare creme a base di principi attivi drenanti e vasoprotettori, come la caffeina, l'ippocastano, l'edera e la centella asiatica.
La strategia per la cellulite fibrosa
In questo caso il focus si sposta sulla rottura dei noduli e sul rilassamento dei cordoni fibrosi. In istituto o in clinica, i trattamenti d'elezione sono gli ultrasuoni, la radiofrequenza (che stimola nuovo collagene e compatta i tessuti) e l'endermologie (LPG), un massaggio meccanico profondo che scolla i tessuti. Nei casi più avanzati, la medicina estetica propone la mesoterapia con enzimi ricombinanti o la subcision per recidere i setti fibrosi.