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PSICOLOGIA

Criticare sì, ma nel modo giusto

Se la persona con la quale hai uno scambio di idee o uno scontro verbale possiede con te un alto livello di condivisione e di intimità spesso è difficile riuscire a discutere in maniera serena. Per cercare di usare la critica in modo costruttivo è necessario attendere il momento più opportuno per farla e vivere la critica come un momento di condivisione e di crescita.Una regola valida per tutti: la critica va sempre fatta a quattrocchi.
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Quando si discute animatamente con il partner ma anche con i figli, con i propri genitori o con l'amica del cuore la critica è sempre in agguato. Se la persona con la quale hai uno scambio di idee o uno scontro verbale possiede con te un alto livello di condivisione e di intimità spesso è difficile riuscire a discutere in maniera serena senza farsi prendere dall'impulso di accusare o di trasmettere il proprio messaggio in modo duro o aggressivo.

Ognuno di noi reagisce in modo diverso ad una discussione e spesso è preso dalla tentazione di criticare la persona con la quale discute: c'è chi fa delle osservazioni subito dopo le prime battute, chi preferisce tenere i propri pensieri per se, chi ama sottolineare ogni piccolo passo falso dell'altro e chi, perdendo il motivo iniziale della discussione ed il senso della critica, litiga per tutt'altro.

Per cercare di usare la critica in modo costruttivo è necessario attendere il momento più opportuno per farla e vivere la critica come un momento di condivisione e di crescita, di aiuto e di alleanza piuttosto che un momento di scontro o di rivendicazione delle proprie ragioni.

Per cercare di usare la critica in modo costruttivo è necessario attendere il momento più opportuno per farla e vivere la critica come un momento di condivisione e di crescita, di aiuto e di alleanza piuttosto che un momento di scontro o di rivendicazione delle proprie ragioni.

Ecco come fare una critica costruttiva:

  • impara a trasmettere il messaggio con un tono di voce non alterato dall'emotività e non usare parole con il doppio - senso perché potrebbero venire fraintese;
  • non iniziare a fare una critica quando la persona che la deve ricevere si trova in uno stato emotivo alterato, per esempio quando si litiga, ma attendi che sia passato il momento di 'bufera'. Non trasmettere critiche neanche quando la persona è triste o depressa per altri motivi, quando è preoccupata o assorbita da problemi di lavoro, se è nervosa e se ha appena ricevuto critiche da altri
  • critica l'azione svolta ma non il carattere o l'emotività della persona; queste caratteristiche non possono essere mutate quindi è inutile e controproducente intavolare una discussione su questi argomenti.
  • se il partner non ha collaborato in casa non apostrofarlo dicendogli 'come al solito non hai voglia di fare niente' ma esortarlo con una frase del tipo 'se mi avessi dato una mano ora avremmo potuto fare una passeggiata' .
  • non prendere spunto dalla critica per rivangare fatti accaduti molto tempo prima ma riferisciti solo al momento vissuto
  • focalizza un solo problema alla volta e non sommare critica su critica altrimenti la persona si sentirà colpita da troppe osservazioni ed oltre a non apprezzarle non ne metterà a fuoco neanche una.
  • non aspettarti ammissioni di colpe o cambiamenti radicali subito dopo la critica, lascia il tempo perché la persona rifletta su ciò che è stato detto e agisca di conseguenza.

Una regola valida per tutti: la critica va sempre fatta a quattrocchi anche se viene fatta in modo costruttivo perché la presenza di altre persone non favorisce l'ascolto inoltre durante la discussione entrano fattori personali ed emotivi che non devono essere mostrati o condivisi con estranei.

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