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Sport di lunga vita

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O appartieni piuttosto alla vasta schiera di ‘fossili umani’ che va al lavoro sempre in automobile, parcheggia a 2 metri dall’ufficio, passa la sua giornata alla scrivania e alla sera corre, si fa per dire, a sistemarsi sul divano davanti alla tivù? Se la tua descrizione corrisponde al secondo profilo è meglio che cambi stile di vita. Non è solo il modesto suggerimento di DonnaD, ma quello autorevole dell’Oms, ovvero l’Organizzazione mondiale della sanità, che ha promosso una crociata di portata planetaria contro la sedentarietà. Se nel passato i nemici principali da combattere sono stati malattie infettive, scarsità di sangue, AIDS, fumo, oggi l’attenzione viene puntata sugli insidiosi pericoli figli dell’inattività.

Secondo gli esperti dell’Oms, infatti, ammontano a due milioni le persone che muoiono ogni anno in tutto il mondo per cause collegate alla mancanza di attività fisica. Questo perché la vita sedentaria è uno tra i massimi fattori di rischio per la salute. Chi non pratica alcun tipo di attività fisica ha doppia probabilità di cadere vittima di disturbi cardio-circolatori, diabete e obesità. Non solo: con molta maggiore facilità va incontro a tumore del colon e del seno, ipertensione, osteoporosi, ansia e depressione. Ciò che preoccupa l’Oms è che il vizio della sedentarietà sta diventando una vera e propria epidemia a livello mondiale che colpisce tanto i paesi ricchi quanto quelli poveri. Se guardiamo all’Italia ci si renderà conto delle dimensioni di questo fenomeno, considerando che, mentre negli anni ’70 solo il 40% dei lavoratori era impiegato nel terziario, ora ben il 70% di chi lavora sta tutto il giorno seduto in un ufficio.

Il problema è anche economico: negli USA, una persona inattiva può spendere 1000 euro all’anno in più per curarsi rispetto a chi fa del moto. Per abbassare il rischio di incorrere in malattie e spese è necessario cambiare stile di vita. Basta una moderata attività fisica quotidiana per vivere meglio e più a lungo: la regola d’oro è quella che esorta a bruciare 1500 chilocalorie a settimana. Ciò non vuol dire che dobbiamo tutti diventare dei maratoneti. È sufficiente abbandonare la pigrizia che ci frena per dedicare tre quarti d’ora ogni giorno a qualche lavoro fisico: lavare l’auto, potare la siepe, tagliare l’erba del prato, lavare i pavimenti di casa. Oppure passeggiare a passo svelto per poco più di mezz’ora, fare 15 minuti di corsa, seguire lezioni di ballo da mezz’ora, giocare a palla con i figli, fare dieci chilometri in bicicletta.

E poi non cercare qualsiasi pretesto per evitare di muovere un solo muscolo, ma spostarsi a piedi e in bicicletta e usare il meno possibile l’auto, l’ascensore e altre comodità che ci costringono all’immobilità totale. In questo modo si ottiene soprattutto di tenere il cuore in allenamento, la pressione sotto controllo, lo stress a livelli accettabili. Questo non è, si badi bene, un rimedio per eliminare la pancetta o i chili di troppo, che di fatto non possono sparire con così poco, ma è molto di più: si tratta della formula per stare meglio e vivere più a lungo. L’Oms ha fatto scattare l’allarme, sta a noi seguire la via indicata. Come si suole dire… donna avvisata mezza salvata!

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