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Oggi ho il mal di tempo

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In effetti il tempo condiziona pesantemente il nostro corpo e la nostra psiche e lo possiamo verificare sempre, nella vita di tutti i giorni. Con le dovute eccezioni sono davvero molte le persone che si comportano diversamente con se stesse e con gli altri a seconda che fuori ci sia un sole splendente o un cielo coperto da nuvoloni neri. I nostri nonni si sarebbero limitati a dire che “si sente il tempo” ma in realtà il discorso è molto più complesso al punto che esiste un’intera branca della medicina che studia il rapporto tra clima e salute.

Già nel lontano V sec. a.C. c’era chi come il medico greco Ippocrate aveva intuito il fenomeno della metereopatia e individuato strette connessioni tra l’ambiente in cui si vive e le risposte dell’uomo dal punto di vista prettamente fisico e psicologico. Ma i metereopati, ossia quelli che soffrono il mal di tempo in forme più o meno gravi, nonostante alcune prese di posizione ufficiali di medici e specialisti del settore, in Italia nell’opinione comune sono ancora considerati degli ipocondriaci. In altre parole, spesso rischiano di passare per malati immaginari.

In realtà le cose stanno diversamente e la conferma ci viene dalla scienza. I sintomi, tra cui ricordiamo insonnia, emicrania, depressione, angina pectoris, embolia e dolori articolari, sono manifesti. A soffrirne, secondo le statistiche, un europeo su tre e nel nostro paese circa il 20-25% della popolazione. Una sindrome peraltro in continua crescita (negli anni ’50 i metereopati sfioravano appena il 5%) che sembra colpire senza distinzioni di età e di sesso. Al di là delle battute e dei luoghi comuni vediamo allora più da vicino di che cosa si tratta. Le metereopatie si dividono in primarie e secondarie a seconda che colpiscano rispettivamente persone sane e già sofferenti.

In ogni caso i più esposti sono evidentemente soggetti fragili e ipersensibili che non hanno sviluppato efficaci meccanismi di adattamento alle condizioni esterne. Particolarmente pericolosi sono gli sbalzi di temperatura sia verso il basso che l’alto del termometro soprattutto se bruschi e improvvisi. Negli individui sani i cambiamenti climatici portano irritabilità, ansia, calo della pressione e cefalee; o, ancora, difficoltà di concentrazione e pessimismo. Nelle persone sofferenti in particolare il freddo provoca disturbi a livello respiratorio e articolatorio mentre il caldo può causare problemi all’apparato cardio-circolatorio.

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