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Ashtanga vinyasa yoga: di cosa si tratta

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Chi non conosce il mondo dello yoga o vi si affaccia per le prime volte può rimanere destabilizzato da tante posture, rituali, ma soprattutto avrà un gran caos dentro di sé ogni volta che sentirà una parola tecnica, che generalmente è espressa in sanscrito.

Abbiamo quindi pensato di realizzare un manuale - non esaustivo - di “Ashtanga yoga for dummies” al fine di fare un po’ di chiarezza in questo mondo così affascinante e complesso.

Innanzitutto è bene sfatare un mito: facendo yoga si suda eccome! Questo accade in particolare se pratichi la respirazione “Ujjayi”, ovvero se respiri esclusivamente dal naso cercando di spingere la lingua verso la gola. Produrrai un suono simile a un sibilo, come quando sbuffi. Buona parte del calore prodotto durante la pratica, poi, oltre che all’esercizio in sé per sé, è dovuto anche al corretto mantenimento di alcune chiusure, dette “Bandha”, che imparerai a gestire col tempo.

I Bandha sono due: “Mulabandha” e “Uddyanabandha”. Il primo è, sostanzialmente, la contrazione del perineo: in pratica è la sensazione che si prova trattenendo le feci o l’urina. Il secondo, più immediato, ma ugualmente complesso da mantenere, è la contrazione addominale verso la spina dorsale, che si produce spingendo la pancia verso i reni. Un gioco da ragazzi, no? Prova a camminare per 10 minuti senza mai rilasciare questi muscoli!

Con “Dristi”, invece, si fa riferimento alla direzione degli occhi durante un’asana: ti è mai capitato che l’insegnante ti dicesse “sguardo all’ombelico” o “sguardo alla punta del naso”? Beh, se non te lo ha mai detto… non è un buon insegnante!

E con asana cosa si intende? Non è altro che una postura. Ogni asana, nell’Astanga Yoga, va mantenuta per tutta la durata di 5 respiri. La parola Vinyasa significa “respiro sincronizzato al movimento”, dunque quando il respiro e il movimento sono sincronizzati, i dristi sono corretti e i bandha sono attivati si genera un forte calore interno, che ti farà sudare e purificherà il tuo corpo!

Esistono poi le serie: iniziando a praticare yoga partirai da una versione “edulcorata” della prima e, in base al tuo corpo e alla regolarità con cui pratichi, l’insegnante ti darà sempre nuove asana da aggiungere alla sequenza, fino a che non completerai la prima serie. Dopo la prima (studiata per purificare, rendere forte e flessibile il corpo), ci sono l’intermedia e le avanzate A, B, C e D, per veri esperti della meditazione attraverso l’esercizio fisico!

Siamo riuscite a fare un po’ più di chiarezza? Leggi anche l'altro articolo sull'astanga yoga e la prossima volta che la tua amica fissata col crossfit farà del facile umorismo, proponile di provare “Supta Kurmasana".

Michela Simoncini
Scritto da:

Michela Simoncini

Ciao! Sono Michela, nata a Rimini, cresciuta a Pisa, vivo a Firenze dal 2010. Lavoro nei social, ma la mia passione è partire, assaggiare piatti sempre nuovi, fare tantissime foto. E recentemente sono diventata anche una yogi! La voglia di condividere le mie esperienze di viaggio ha fatto sì che aprissi il mio blog nel 2006: come in tutte le storie d’amore ci sono stati alti e bassi, ma sicuramente si tratta della relazione più longeva della mia vita!

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