Accarezzare un gatto sembra un gesto semplice, ma chi vive con un felino sa che non tutte le coccole sono gradite allo stesso modo. I gatti hanno un linguaggio del corpo molto chiaro e, per evitare graffi o fughe improvvise, è utile conoscerlo e imparare a rispettare i loro tempi. Dobbiamo sapere come avvicinarci in modo corretto, dove mettere le mani e quali segnali osservare per rendere la coccola un momento piacevole per entrambi.
Capire il linguaggio del gatto
Prima di iniziare è importante osservare come si comporta. Un gatto che desidera contatto tende ad avvicinarsi spontaneamente, alzare la coda, strofinarsi contro le gambe o emettere piccoli miagolii.
Se invece abbassa le orecchie, agita la coda o si irrigidisce, è meglio fare un passo indietro e lasciare che sia lui a decidere.
Dove accarezzare un gatto
Alcune zone sono generalmente più gradite di altre:
- Testa e guance: sono le aree preferite, grazie alla presenza di ghiandole odorifere che il gatto usa per marcare la relazione.
Sotto il mento: spesso molto apprezzato, soprattutto se il gatto inclina la testa verso le dita.
Collo e base della coda: alcuni gatti amano una carezza più energica in queste zone, altri meno; è utile osservare la reazione.
Le parti da evitare, soprattutto con gatti che conosciamo poco, sono la pancia, le zampe e la parte bassa della schiena. Molti felini le considerano aree vulnerabili e possono reagire in modo brusco.
Come accarezzare nel modo giusto
La regola più importante è lasciare che sia il gatto a dettare il ritmo. Possiamo iniziare con tocchi leggeri e movimenti lenti, passando poi a carezze più ampie se il gatto sembra gradire. È utile fermarsi ogni tanto: se rimane vicino o chiede altre coccole, possiamo proseguire; se si allontana o inizia a muovere nervosamente la coda, meglio interrompere.
Ogni gatto ha preferenze diverse e non tutti amano essere accarezzati allo stesso modo. Riconoscere i segnali di fastidio e rispettarli permette di costruire un rapporto più sereno.