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Un acquario in casa

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Nei salotti di casa nostra, infatti, ci sarebbero ben 500.000 acquari e quasi ventinove milioni di pesci tropicali a fare bella mostra di sé. E così in Europa l’Italia figura al quinto posto nella classifica dei paesi importatori di pesci con un giro d’affari che si aggira intorno agli 80 milioni di euro. Tutti numeri destinati, secondo le previsioni, ad aumentare visto quanto è già successo in America e in Inghilterra.

Insomma un vero fenomeno di massa destinato con tutta probabilità a ripetersi anche da noi. A lanciare il grido d’allarme in questi giorni è l’AIPA, l’associazione italiana pesci e acquari che da sempre si batte per il rispetto dei pesci “da compagnia” e la corretta diffusione di questo hobby. Il rischio concreto è che proprio in occasione delle feste di Natale tanti pseudo acquariofili regalino o si facciano regalare acquari e pesci tropicali delicatissimi e difficili da gestire. Una scelta avventata che spesso porta i piccoli ospiti ad una triste fine.

Per evitare tutto ciò, quello che gli ambientalisti e gli addetti ai lavori raccomandano a chi vuole prendersi un acquario è innanzitutto di informarsi accuratamente presso un negoziante specializzato o attraverso riviste apposite e libri. In secondo luogo non bisogna dimenticare che ricreare uno splendido “angolo di natura” in casa richiede tempo e impegno costante. I vantaggi sono molteplici. Dalla possibilità di avere in salotto un microhabitat, una nicchia di mondo naturale, vivo, all’effetto rilassante e anti-stress. Non è un caso, allora, che per le sue virtù terapeutiche l’acquario trovi posto nelle sale d’attesa degli ospedali e dei dentisti.

Inoltre, al pari di cani e gatti anche i pesci riconoscono e si affezionano al padrone. Ovviamente a modo loro, mostrandosi aggressivi con gli estranei e facendo guancia a guancia attraverso il vetro solo con chi se ne prende cura. Per curare il loro benessere occorre rispettare alcune regole fondamentali. A cominciare dalla manutenzione che deve essere periodica e accurata. Occorre cambiare l’acqua nonché pulire e controllare i filtri e gli accessori. Nel caso di un acquario d’acqua dolce è bene alimentare i pesci due volte al giorno, rimuovere sempre pesci morti e cibo in eccesso e mantenere una temperatura costante. Se, invece, l’acquario è d’acqua salata occorre ricreare il moto ondoso delle correnti e utilizzare acqua demineralizzata (non di rubinetto). L’ideale, infine, è introdurre tanti invertebrati e un numero limitato di pesci la cui alimentazione deve essere varia e ricca di vitamine.

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