PSICOLOGIA

Come sopravvivere alle brutte figure e non pensarci più in 5 mosse

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La frase fuori luogo, l’appuntamento dimenticato, la nozione che non conosciamo, il film che non abbiamo visto, il congiuntivo sbagliato: quante volte abbiamo fatto delle brutte figure? Sopravvivere e dimenticarle è necessario per non buttarci giù: vediamo quello che possiamo fare. Con una scorta di leggerezza e ironia.

Come sopravvivere alle brutte figure in 5 mosse
1) Sorridere o fare finta di niente
Quando facciamo una brutta figura, vorremmo scomparire. Come rimediare nell’immediato di fronte ai destinatari? Abbiamo almeno quattro possibilità: sorridere con candore, proseguire come se niente fosse, fare una battuta per stemperare l’imbarazzo, dire che provvederemo nel caso di una nostra mancanza o ignoranza.

2) Capire che non si può ritornare indietro
“Inutile piangere sul latte versato”, dice il proverbio: ripetiamocelo per dimenticare le brutte figure. Quando facciamo una gaffe, infatti, tendiamo a rivivere mentalmente la scena e ci affliggiamo, ma non serve a niente. Oramai la cattiva figura è fatta: non abbiamo altra scelta che passare oltre.

3) Riderci su
Per affrontare le brutte figure, cerchiamo di ironizzare su noi stessi, di prenderci un po’ in giro. La via dell’autoironia ci ritorna utile sia per uscire dall’impasse nel momento stesso in cui facciamo la figuraccia sia per non pensarci più in modo tragico.

4) Non sentirsi insignificanti
Uno scivolone non inficia tutto quello che siamo o facciamo, quindi non lasciamoci andare a sterili crisi d’identità. Per capirlo, proviamo a pensare a parti invertite: se fosse stato il nostro interlocutore a sbagliare, avremmo perso la stima in lui?

5) Imparare dalle brutte figure
Le figuracce possono servirci per il futuro, per evitare di ripeterle, ma soprattutto sono dei banchi di prova per imparare a gestire i momenti di crisi ed eventualmente delle opportunità per riconoscere le nostre lacune e a migliorarci.

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