2018/09/25 08:11:2140388

PSICOLOGIA

Parlare in pubblico, 3 consigli pratici per non annoiare

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Parlare in pubblico richiede di superare l’ansia, ma anche di fare un intervento che sappia catturare l’attenzione. Vediamo, perciò, i consigli pratici per non annoiare. Se facciamo una relazione o anche solo un breve intervento, infatti, conta farsi ascoltare con interesse.

Cosa pensi di questi suggerimenti? Tu che cosa fai per mantenere alta l’attenzione di chi ti ascolta?

Parlare in pubblico, 3 consigli pratici per non annoiare
1) Rispetta i tempi
Sembra banale precisarlo, eppure quante volte ci capita di ascoltare qualcuno che va oltre il tempo assegnato? Sforare non solo rischia di annoiare e di allungare inutilmente la relazione, ma soprattutto è imbarazzante e toglie spazio a chi parlerà dopo di noi e alla discussione. Quindi, cronometrati, sintetizza, taglia. Insomma, sforzati di trattare gli elementi essenziali in modo breve e incisivo, nel tempo che ti hanno dato.

2) Prepara una scaletta ordinata
Per dire tutto in poco tempo e farsi seguire dal pubblico, è importante stilare una scaletta ordinata e precisa. In linea di massima, all’inizio illustra i punti che tratterai, quindi affrontali uno a uno ed esponi con chiarezza la tua conclusione.

Puoi anche riservarti una tesi a sorpresa, rivelare nuovi elementi a mano a mano per destare curiosità, anticipare la conclusione, insomma trovare il tuo percorso a seconda del contesto. In ogni caso, è importante essere chiara e non divagare troppo, di modo che quanti ti ascoltano, possano seguire il filo del discorso senza distrarsi. E se l’attenzione cala comunque, puoi fare una battuta o un esempio paradossale.

3) Fai attenzione alla lettura
I consigli pratici riguardano anche le modalità di esposizione. Quando dobbiamo parlare in pubblico, infatti, possiamo seguire almeno due vie: parlare a braccio secondo la scaletta oppure leggere un intervento scritto.

Nel primo caso, probabilmente abbiamo la possibilità di essere più fluide e accattivanti, ma possiamo anche divagare o emozionarci. Nel secondo, ci sentiamo più sicure, ma, poiché leggiamo qualcosa che è stato scritto, rischiamo di non rispettare i ritmi del parlato e di essere noiose.

Quindi, fai delle prove, registrati e ascoltati. Non escludere a priori di parlare liberamente, ma, se opti per il discorso scritto, fai una lettura espressiva rispettando le pause e modulando il tono della voce; e, nel riascoltarti, valuta se scrivere delle frasi più brevi.

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