2018/09/22 23:48:4638376

DONNE E LAVORO

Incontro con l'autrice: come faccio a pubblicare un libro?

Francesca Silvia Loiacono è una giovane scrittrice che ha esplorato diversi generi letterari prima di arrivare a trovare la sua passione, il romanzo romantico urbano e contemporaneo. In questa intervista scopri come tirare fuori anche tu il tuo romanzo dal cassetto e tentare di farti conoscere nel mondo dell'editoria, come ha fatto Francesca.
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Francesca Silvia Loiacono non è arrivata alla scrittura per caso. Partita da un master in scrittura per il cinema, era convinta di farne la sua professione stabile quando si è trovata progressivamente a lavorare come digital media planner. Le sue pubblicazioni – partite nel 2008 con una raccolta di poesie edite da Albalibri - non si sono fermate e oggi ha appena finito di lavorare al suo terzo romanzo - “Io sono Cupido” - pubblicato con Bookabook, casa editrice che si basa sul crowdfunding.

Perché hai scritto “Io sono Cupido”?

Non potevo farne a meno. Per me scrivere è un gioco ma anche una necessità. Quando una storia mi sta a cuore, non sono capace di tenerla nel cassetto: è come se i personaggi esistessero già e si lamentassero se non trovo tempo per loro. Attualmente scrivo in tutto il mio tempo libero ma se un giorno avessi abbastanza successo con una grande casa editrice, è un lavoro che farei volentieri a tempo pieno.

Qual è stata la tua esperienza con le case editrici?

Dal 2008 ad oggi ho sperimentato diversi generi letterari prima di approdare a quello che ultimamente mi è più congeniale, un romanzo moderno e urbano sempre un po' romantico. Albalibri è stato il primo ad avere fiducia in me e di fatto lo considero il mio editore. Nel frattempo però ho avuto molta esperienza di scrittura a quattro mani con altri autori, una raccolta di racconti con Mursia e poi nel 2012 un fantasy per young adults pubblicato da Giunti. Può capitare che un editore pubblichi un tuo nuovo romanzo – anzi, di solito si aspetta sempre che tu gli proponga qualcosa di nuovo – ma con "Io sono Cupido" volevo allontanarmi sia dal fantasy sia dal target giovanile. Ho scoperto Bookabook per caso e mi è sembrato perfetto per questo progetto: un libro dalla trama digital doveva avere anche un editore digital.

Di cosa parla “Io sono Cupido” pubblicato con Bookabook?

Avevo letto sul Corriere di una "love matcher", una professionista che si occupa di proporre un possibile partner agli utenti delle app di incontri. Era una sorta di cupido digitale e mi è sembrato un bellissimo spunto da cui partire. Anche Rebecca, la mia protagonista, si trova quando meno se l’aspetta a lavorare come love matcher. Sembra l’inizio di una fulgida carriera e invece – come predicono fin da subito i tarocchi di sua madre, esperta di astrologia- è l’inizio di una serie di problemi che aiutano Rebecca a capire che per fare da Cupido agli altri, deve prima sconfiggere i propri fantasmi. Sullo sfondo ci sono le sue pittoresche avventure nel mondo della Milano post Expo, una galleria di personaggi bizzarri e (quasi) improbabili. Ho voluto costruire una storia che faccia sorridere ma anche riflettere sull'amore ai nostri tempi. In questa avventura mi ha supportato l'app di incontri Loveorfriends con cui svilupperò un progetto di comunicazione congiunta, una specie di co-marketing.

Quali sono i pro e i contro di un editore specializzato in crowdfunding come Bookabook?

Leggono sempre i manoscritti e ti rispondono, fatto per nulla scontato in editoria. La scrematura è del 96% ma, non appena accettano il libro, ci si mette subito all'opera: bisogna raggiungere un numero minimo di preordini perché loro decidano di editarlo. Se le prenotazioni procedono, si aggiunge una campagna di micro-blogging. In ogni caso, arriverà non solo a chi lo ha ordinato ma anche in libreria distribuito da Messaggerie e su Amazon, sia come e-book sia cartaceo.

Quando ti metti in mano ad una casa editrice tradizionale non sai mai i numeri e sei relativamente coinvolto, mentre con loro ti devi spendere molto per il tuo libro. Ho già fatto già un pre-lancio e aperto un dibattito sulle app e questo non succede mai con le pubblicazioni tradizionali. Un punto dolente dell'editoria sono i canali distributivi, che riescono a essere gestiti bene solo dalle case molto grandi, quindi la componente digital per me è diventata fondamentale.

Quello che mi è piaciuto dell'esperienza del crowdfunding è poter mandare i primi capitoli ai lettori e sentire il loro parere. Il digitale ti mette in contatto con il tuo pubblico in real time. Fino al momento della pubblicazione sono ancora in tempo per correggere e migliorare: lo trovo utile e mi piace molto. Mi piace molto meno l'attesa cui è sottoposto chi ha già ordinato il libro: potrebbe essere già pronto ma la casa editrice è piccola e ci sono libri che aspettano di uscire prima del mio.

L'editing di un libro è un punto cruciale: in questo caso chi se ne è occupato?

Bookabook è strutturato in maniera professionale. Anche se i collaboratori sono tutti giovani, mi hanno fatto sentire seguita, più di quanto abbiano fatto altre case editrici tradizionali. Mi hanno fatto lavorare molto – il grosso del lavoro lo devi sempre fare tu, con questo tipo di pubblicazione – ma in maniera totalmente guidata con un feedback quasi quotidiano.

Cosa consiglieresti a chi vuole provare a tirare fuori il proprio romanzo dal cassetto? Che cosa devi sapere se vuoi pubblicare un libro? Elencami i punti fondamentali.

Continuare a leggere tanto. Io ho avuto tante fasi e bisogna capire qual è la tua storia, capire cosa ti viene meglio.
Essere aperti alle critiche. All'inizio è difficile. Devi tirare fuori anche te dal cassetto. Altrimenti prendi dalle mazzate e ti scontri con l'editor.
Ci tengo a precisare che io non ho mai pagato, nemmeno all'inizio, per farmi pubblicare. Non la giudico una pratica seria e sconsiglio di farlo, valutando piuttosto altre forme di self-publishing.
È una buona idea fare una ricerca approfondita sulle case editrici e sulle loro collane, in modo da individuare chi pubblica già libri dello stesso genere. Inoltre sui siti web delle case editrici ci sono sempre le indicazioni precise per inviare i manoscritti, che vanno rispettate.
Una volta fatto questo lavoro di ricerca, è importante preparare un'ottima lettera di presentazione, molto accattivante ed esaustiva, perché a volte i responsabili editoriali leggono solo quella e poche pagine del primo capitolo.
Devi avere pazienza. Ci sono case editrici che impiegano mesi a risponderti e altre che non lo faranno mai.
Un'altra fonte di informazioni importante - per scoprire a chi mandare il tuo - è Linkedin, ma anche in questo caso ci vuole un po' di tempo per individuare le persone giuste.
Non aspettarti di guadagnare nulla o, per lo meno, nulla che ti permetta di vivere di scrittura fino a quando ti arriderà il successo. Ma la passione e la soddisfazione non hanno prezzo.

Olivia Chierighini
Scritto da:

Olivia Chierighini

Mi chiamo Olivia Chierighini; sono giornalista, esperta di comunicazione e blogger ma, più di ogni altra cosa, amo occuparmi di cibo, cultura, società e varia antropologia. C’è chi dice io sia una chiacchierona: per una dose quotidiana di humour e ottimismo, mi trovate sul blog OliviaQuantoBasta.

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