DONNE E LAVORO

Ho creato un hotel 5 stelle per gatti: Cat Suite Home®

LEGGI IN 5'

Mirella Ariata è la paladina di tutte le gattare, la rivincita su chi vede in queste figure delle tristi donne solitarie che comunicano solo con amici a quattro zampe, spendendo per loro ogni avere, tra veterinari e scatolette.

Lei, invece, è una graziosa e spigliata signora bionda, con un brillante passato professionale alle spalle, lasciato per inseguire un sogno da imprenditrice: creare le Cat Suite Home®, un impero di pensioni per gatti, dotate di ogni comfort immaginabile e con peculiarità pensate per amanti dei felini 2.0.

Tutto ha avuto inizio con un “no”.

Da ragazza volevo un gatto ma dovetti rinunciare perché saggiamente i miei genitori mi dissero "Non pensare di contare su di noi quando vorrai andar via per i week end o in vacanza!”. Non appena fui indipendente ne adottai due, ma un altro no era alle porte: il mio fidanzato di allora non ne voleva un terzo! A quel punto decisi di aggirare il problema: avrei fatto la cat-sitter part-time per poter coccolare tutti i mici che volevo.

Quando hai pensato a trasformare la passione per i gatti in un mestiere a tempo pieno?

Ho sempre lavorato in ambito amministrativo – devo dire con soddisfazione e ricoprendo ruoli che mi hanno appagato - ma negli ultimi anni ero frustrata e stanca: avevo voglia di fare qualcosa di nuovo. All’inizio ho creato per gioco un sito di cat-sitter e io stessa ho cominciato a ospitare gatti a casa mia. Non è stato per niente semplice! Ho imparato sulla mia pelle molte cose sul loro comportamento sociale e mi si è accesa in testa una lampadina. Ho sognato di creare una “casa dolce casa”, dove tra gatti regnasse l’armonia e dove il padrone potesse contare su una persona amorevole che si prendesse cura del suo micio, come se fosse il proprio. Ho disegnato e cominciato a far realizzare una cat suite house®, un prototipo di casetta che serve ad ospitare i gatti per le prime 36-48 ore, durante quella fase di ambientamento in cui devono sentirsi protetti e stare tranquilli per smaltire lo stress iniziale. Con il tempo e molti tentativi, sono arrivata al modello definitivo, attualmente in produzione. Le cat suite house® sono carine e allegre ma soprattutto posseggono le peculiarità che reputo necessarie: contengono spazi razionali dove il gatto può riposare o arrampicarsi, una “cat-toilette” personale, le finestre per fargli vedere gli ambienti senza paura, le fioriere sono il punto d’appoggio degli altri gatti per osservare il nuovo arrivato e i tetti...beh, i tetti sono pur sempre il paradiso dei gatti, no? Grazie alle casette, i nuovi arrivati in pensione soffiano ma ognuno sta nei propri spazi e - trascorsi al massimo 2 giorni - l’aggressività si spegne come per magia e sono pronti a stare insieme agli altri.

Cosa ti ha spinta a fare il grande passo e creare un vero e proprio hotel per gatti?

Per puro caso ho visto un loft all’interno di una ex-fabbrica della Gio'Style, in zona quartiere Adriano a Milano, un bell’esempio di recupero industriale e me ne sono innamorata. Quando mi sono sentita pronta a fare il salto da un lavoro tradizionale a quest’attività, sono tornata e – facendo un bel sacrificio - l’ho comprato. Avevo bisogno di un lavoro che mi rendesse di nuovo felice.

Il mondo del pet non conosce la crisi, anzi: è in continua crescita

Ci sono finestroni a tutta parete, tanta luce e gli alberi all’esterno. L’ho arredato con ogni comfort per gli animali ma anche per chi li accudisce. Naturalmente ci sono le casette che ho inventato e tanti trucchi per rendere tutto sicuro e funzionale, anche se l’aspetto è quanto mai lontano da una pensione piena di gabbie tristi. La cosa fondamentale è assecondare la natura dei mici: c’è chi vuole giocare e chi stare nel proprio angolo.

Hai portato il tuo progetto a un’edizione di Shark Tank, il business talent di Italia 1, ma non è andata per niente bene: perché? E perché hai deciso di proseguire ugualmente?

A Shark Tank c’era una giuria di imprenditori a caccia di idee nuove da finanziare. La colpa del flop è stata sia mia sia della giuria. Io - per quanto convinta del mio progetto e soprattutto già in procinto di realizzarlo, nonostante la trasmissione – mi sono presentata con un pessimo business plan e senza numeri convincenti da mostrare.

La passione per il mio lavoro è tale da non farmi dormire la notte

D’altro canto, chi giudicava non è riuscito a entrare nello “spirito gattaro” che anima tutto il progetto. È passato il messaggio che avrei venduto casette di legno colorato a una cifra spropositata, mentre il progetto è completo – trasforma un normale cat-sitter in un più evoluto cat-suitter - e comprende anche una proposta di hospitaliy diretta agli alberghi per “umani”. Oltre alla cat suite house® residenziale, infatti - adatta a chi vuole aprire una pensione con il mio format - avevo presentato anche quella portatile, utile agli hotel che hanno difficoltà ad alloggiare i gatti, a causa del personale di servizio che deve entrare nelle stanze.

Shark Tank è stato un bell’impegno e ho ricevuto una lezione molto dura, ma non mi ha fermata: oggi posso dire di essere ben felice di sviluppare la mia attività senza avere “soci finanziatori”.

Quali sono le caratteristiche di una “cat-suitter” ideale?

Deve saperci fare con le persone almeno quanto con gli animali e deve avere competenza con il monde del digitale. Non si tratta solo di gestire la pensione ma anche di poter fornire alcuni servizi molto graditi al cliente, come piccoli video del micio inviati attraverso smartphone e l’invio di report o immagini sul suo stato di salute. La disponibilità e la dinamicità sono fondamentali: con una “cat-mobile” la (o il!) cat-suitter si offre anche di fare da taxi e di fare visita al veterinario al posto del padrone.

Che ne è stato del fidanzato che non voleva il terzo gatto?

È stato sostituito con un uomo adorabile che ama i loft pieni di gatti quanto me e che è stato il mio primo cliente: il suo povero gatto era stato traumatizzato in una pensione-lager dove aveva perso la salute. Il mio obiettivo è permettere a tutti di viaggiare serenamente, senza incorrere nella brutta avventura che lo ha coinvolto.

Cosa immagini nel tuo futuro?

Per il momento il nuovo sito web con tanti servizi in più. Poi confido in nuovi sponsor e nel franchising che sta prendendo la rincorsa. Infine, mai più senza stuoli di code e morbide pellicce!

Olivia Chierighini
Scritto da:

Olivia Chierighini

Mi chiamo Olivia Chierighini; sono giornalista, esperta di comunicazione e blogger ma, più di ogni altra cosa, amo occuparmi di cibo, cultura, società e varia antropologia. C’è chi dice io sia una chiacchierona: per una dose quotidiana di humour e ottimismo, mi trovate sul blog OliviaQuantoBasta.

OliviaQuantoBasta

Leggi anche:

Articoli più recenti in questa sezione

Cosa ne pensi?
INVIA
o Registrati a DonnaD per commentare.

Questo sito utilizza cookie propri e di altri siti per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzando le tue preferenze e offrendoti funzionalità e contenuti anche pubblicitari di prodotti Henkel o di altre aziende, vicini ai tuoi interessi. Se scegli di proseguire nella navigazione, o chiudi questo banner, esprimi il consenso all’uso dei cookie. In alternativa, seguendo questo link , potrai leggere la cookie policy di DonnaD per esteso, nonché decidere quali specifici cookie autorizzare o rifiutare.

Prosegui con la navigazione